Uav Male Repaer, anche l’Italia avrà
i suoi droni armati: ecco cosa sono

La Difesa italiana ha deciso di armare i suoi droni per far fronte a nuovi scenari bellici come in Libia e Nagorno Karabakh. Finora venivano utilizzati solo per attività di ricognizione

Droni armati, anche l'Italia li avrà: cosa sono gli Uav Male Repaer
(Foto archivio Wikimedia Commons)
newsby Alessandro Boldrini6 Settembre 2021


Anche l’Italia avrà i suoi droni armati. La conferma arriva dal Documento programmatico pluriennale 2021 del Ministero della Difesa. Lo riporta la rivista specializzata Rid, la quale collega la decisione di armare i suoi aeromobili a pilotaggio remoto Uav Male Repaer all’emergere di nuovi potenziali scenari bellici; come in Libia e nel Nagorno Karabakh.

Come riporta la rivista, tali scenari “hanno mostrato la rilevanza sui campi di battaglia del drone armato” e “hanno fatto cadere incertezze e resistenze di natura etica che finora avevano impedito il compimento di tale passo”. In questo modo l’esercito italiano avrà a disposizione un importante strumento per neutralizzare eventuali minacce aeree e per proteggere le forze di terra.

Finora, i Repaer (anche noti come Predator) in dotazione all’Aeronautica Militare erano utilizzati in versione disarmata, principalmente per attività di ricognizione, intelligence e sorveglianza. La Difesa, al momento, non ha reso noto la tipologia di armi che verrà integrata sui droni. Secondo la Rivista italiana Difesa, però, gli aeromobili avranno dei nuovi apparati per la guerra elettronica.

Droni armati, cosa sono gli Uav

La sigla che dà il nome ai droni, Uav, deriva dall’inglese ‘unmanned aerial vehicle’ e indica i veicoli aerei privi di equipaggio. Nel 2008, con la transizione dall’aereo pilotato F-16 al drone MQ-9, la 174th Fighter Wing della New York Air National Guard è stato il primo squadrone d’attacco a diventare pienamente automatizzato.

Il 20 novembre 2019, invece, una batteria contraerea dell’esercito libico ha abbattuto un drone italiano nei pressi della città di Tarhouna, lungo le coste del Paese nordafricano. L’MQ-9 era impiegato dal 32esimo Stormo dell’Aeronautica Militare per una missione di supporto all’operazione ‘Mare Sicuro’.

Infine, la U.S. Air Force ha utilizzato proprio un drone MQ-9 Predator per l’attacco che ha portato alla morte del generale iraniano Qasem Soleimani. L’evento aveva portato a un’escalation della tensione fra l’Iran e gli Stati Uniti, allora sotto la presidenza di Donald J. Trump.


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