Calhanoglu, sfottò al Milan: da Ibra alla Supercoppa, i retroscena di un rapporto finito male

Il centrocampista turco, 4 anni in rossonero, si è “vendicato”: “Vittoria importante, ce li siamo mangiati”

Hakan Calhanoglu
Foto Instagram | @hakancalhanoglu
newsby Redazione19 Gennaio 2023


Il calcio è così, sa regalare rivincite straordinarie. Come quella dell’Inter nella finale di Supercoppa Italiana, dopo uno scudetto perso al fotofinish con il Milan e un derby, quello del 3 settembre, perso 3-2. La squadra di Simone Inzaghi si è presa una rivincita sostanziosa, rifacendosi con gli interessi. Il successo nella finale di Riyad in Arabia Saudita è stato dominante: 3-0 ai rossoneri, squadra irriconoscibile. Una rivincita per tutti, ma per un giocatore particolare: Hakan Calhanoglu. Che al Milan ha giocato dal 2017 al 2021, per poi dire addio a parametro zero per 500mila euro in più. Da qui il rancore dei tifosi rossoneri.

Campo da calcio
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Lo sfogo di Calhanoglu

Il centrocampista ha aspettato a lungo questo momento. E adesso festeggia: “Questa vittoria è molto importante, per me ancora di piùle prime parole di Calhanoglu a Mediaset –. Sono molto contento grazie ai compagni e ai tifosi: abbiamo dimostrato tanto, 3-0 non si può dire tanto”. E ancora: “Io sono uno che sta sempre zitto, ma è stato pesante per me vedere cose che non mi aspettavo. Devono avere rispetto. E il karma torna, tre gol e li abbiamo mandati a casa velocemente, li abbiamo mangiati, c’è poco da dire”. Meno severo il mattatore del match, Dzeko: “Nessuna rivincita. Io guardo sempre avanti come la squadra. C’era in palio una coppa vinta l’anno scorso e sappiamo quanto è bello vincerla. Ci siamo preparati benissimo e siamo scesi in campo per vincerla. Quando si vince bisogna festeggiare, ma serve anche rispettare l’avversario e l’abbiamo fatto. Abbiamo celebrato in maniera normale, siamo contenti”.

I cori nel derby del 7 novembre 2021

Tutto inizia l’estate 2021, con l’addio al Milan per andare all’Inter. Calhanoglu scopre l’astio dei suoi ex sostenitori nel derby d’andata del 7 novembre 2021. Viene sommerso dai fischi (e da pesanti insulti) ancora prima che la gara iniziasse. Al suo ingresso in campo, San Siro non aveva avuto pietà per il turco (che alla vigilia aveva postato una sua foto con entrambe le maglie: anche qui suscitando l’arrabbiatura dei milanisti), fischiato e insultato ogni volta che sul maxi schermo – durante la rifinitura – appariva il suo faccione. Ma si è preso la sua rivincita procurandosi il rigore e trasformando il momentaneo 1-0 sotto la Curva Sud, con tanto di esultanza portandosi le mani all’orecchio. La rabbia dei tifosi milanisti si era riversata su di lui anche il giorno dopo, lunedì 8 novembre. Con uno striscione pieno di insulti a lui e alla moglie vicino alla sede del Milan, dove viveva Calhanoglu, prima di trasferirsi a City Life.

Pallone da calcio
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La lite con Ibrahimovic

Si arriva al maggio scorso, il 22, con la vittoria dello scudetto del Milan con il 3-0 rifilato al Sassuolo a Reggio Emilia. La festa dei tifosi rossoneri e le parole, che fanno male, di Ibrahimovic: “Ha cambiato maglia per arrivare due volte secondo”, o “Mandate un messaggio ad Hakan…”. A questa vicenda, però, Calhanoglu aveva risposto a giugno: “Ha 40 anni, io a 40 anni non lo avrei fatto: non ne hai 18. Gli piace attirare l’attenzione, vive di questo adesso. Non ha dato alcun contributo quest’anno, praticamente non ha mai giocato. Non mi interessa, comunque: non è giusto da una persona che mi chiamava sempre quando giocavo al Milan per andare a cena o fare una gita in moto insieme. Ha scritto di me nel suo libro, ma ne aveva bisogno altrimenti il libro sarebbe stato vuoto. Non gli rispondo neanche”.


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