Beppe Carletti, il fondatore dei Nomadi: la sua storia

Beppe Carletti ha dato vita ai Nomadi negli anni '60, tuttora una delle band più longeve nella storia della musica italiana: anche i più giovani cantano il loro brano più celebre "Io Vagabondo"

Beppe Carletti
newsby Ilaria Macchi31 Marzo 2022


Il nome di Beppe Carletti è legato indissolubilmente alla storia della musica. È lui infatti ad avere fondato i Nomadi, gruppo nato nel 1963 su sua iniziativa (era il tastierista) e del cantante Augusto Daolio. A loro si sono poi aggiunti Franco Midili (chitarra), Leonardo Manfredini (batteria), Gualtiero Gelmini (sax) e Antonio Campari (basso).

La band ha rappresentato un punto di riferimento per uno dei generi più apprezzati dell’epoca, il beat. Questo ha inciso anche sulle tematiche trattate nei loro brani, incentrati soprattutto su argomenti importanti soprattutto per i giovani dell’epoca.

Beppe Carletti e I Nomadi: la sua storia

La svolta per la band arriva grazie a un incontro, quello con Francesco Guccini, con cui i musicisti decidono di avviare una collaborazione. Tra i brani che sono stati realizzati grazie a questa sinergia possiamo citare “Noi non ci saremo”, “Dio è morto” e “Per fare un uomo”.

Nonostante il trascorrere del tempo e la scelta di Coron di lasciare il gruppo, i successi continuano anche negli anni ’70. Nel 1971 hanno deciso di raccogliere una sfida importante, che li ha portati a esibirsi sul palco del Festival di Sanremo in coppia con un altro collega amatissimo: Mal. Ancora oggi motlissimi giovani amano canticchiare “Io Vagabondo”, uscita nel 1972 (ha dato il titolo anche a un album) con la casa discografica EMI. A scriverne il testo è stato Alberto Salerno, il marito di Mara Maionchi, mentre le musiche sono state opera del bassista Damiano Dattoli. Le parole rappresentano un inno alla libertà e alla forza di chi decide di staccarsi dalla famiglia di origine per diventare autonomo e crescere. Si tratta din un percorso fondamentale per chi decide di abbandonare le “comodità” della gioventù e di diventare adulto.

Ma cosa fa Beppe Carletti oggi? L’artista, nato a Novi di Modena il 12 agosto 1946, è l’unico membro stabile dei Nomadi, ma è orgoglioso di non avere abbandonato il gruppo che gli ha regalato la popolarità.

Tra i riconoscimenti che è riuscito a ottenere nel corso della sua carriera ce n’è uno importante a livello personale. Nel 2005 è stato infatti insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Beppe Carletti: moglie e figli

Beppe Carletti è sposato ormai da anni, ma della sua vita lontana dai riflettori si sa davvero pochissimo. Pur essendo presente sui social, infatti, lui è particolarmente riservato. Dalle due nozze sono nati due figli. Una di queste, Elena, è l’attuale sindaco di Novellara: lei ha ereditato dal padre la passione per la musica e si è occupata in prima persona di scrivere alcuni testi per i Nomadi.

Il tastierista è diventato nonno tre volte.

Il ricordo dei colleghi

Ospite di ‘Verissimo’, l’artista ha ricordato Augusto Daolio, con cui aveva fondato la storica band, scomparso nel 1992 a soli 45 anni a causa di un cancro ai polmoni. “All’inizio dell’anno io e la sua compagna abbiamo accompagnato Augusto Daolio all’ospedale per un forte mal di testa. Dopo i raggi, un mio amico infermiere mi ha detto che qualcosa non andava. Il medico mi comunicò che stava male e non doveva avere emozioni. Dopo quell’estate ho iniziato a fare le notti a casa sua e gli sono stato vicino fino all’ultimo respiro, sono ancora riuscito a sollevarlo nel letto ed è morto. È ancora dura dopo 28 anni, era un fratello per me”.

Nello stesso anno è scomparso a 30 anni il bassista Dante Pergreffi in un incidente sulla strada provinciale che collega Correggio a Fabbrico, nella bassa Reggiana. Lui era il più giovane, entrato a far parte del gruppo nel 1984, in sostituzione du Umberto Maggi. In quel periodo I Nomadi avevano inciso due album, “Ci penserà poi il computer” (1985) e “Gente come noi”.


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