Il telescopio spaziale James Webb: alla ricerca dei segreti della Via Lattea

Miliardi di dollari oltre il budget stabilito e con anni di ritardo, il telescopio più costoso e complesso mai inviato nello spazio verrà lanciato il mese prossimo. Cosa scoprirà?

telescopio inviato nella via lattea
Foto unsplash | Erhan YILDIRIM
newsby Giulia Martensini27 Novembre 2021


In poche settimane, la sonda robot più ambiziosa e costosa mai costruita, il telescopio spaziale James Webb da 8 miliardi di dollari, sarà lanciata nello spazio. Il lancio, che è stato afflitto da decenni di ritardi e massicci superamenti dei costi, promette di essere il decollo più nervoso nella storia dell’esplorazione spaziale. 

L’osservatorio, costruito dalla Nasa con la collaborazione dell’agenzia spaziale europea e canadese, è stato progettato per rivoluzionare lo studio dell’universo primordiale. Il telescopio punta inoltre a individuare possibili pianeti che supportano la vita all’interno della nostra galassia.

Il telescopio più costoso mai realizzato

Tuttavia, la sua progettazione e costruzione hanno richiesto più di 30 anni, con il progetto che ha subito minacce di cancellazione e controversie politiche. Nel processo, molti altri progetti scientifici hanno dovuto essere annullati per soddisfare l’enorme, crescente prezzo da pagare dell’osservatorio. Come ha scritto la rivista Nature, questo è “il telescopio che si è mangiato l’astronomia“.

Ora gli scienziati stanno per scoprire se quei sacrifici e l’impennata dei costi sono giustificati quando, secondo i programmi attuali, il telescopio verrà lanciato nello spazio il 22 dicembre. “È il lancio di una generazione“, afferma Daniel De Chambure dell’Agenzia spaziale europea (Esa).

Il telescopio punta a scoprire l’origine dell’universo

Progettato come sostituto del telescopio spaziale Hubble, ancora in funzione dopo il suo lancio nel 1990, il James Webb è uno strumento molto più grande e complesso con molti obiettivi più ambiziosi. Per cominciare, non studierà la parte visibile dello spettro elettromagnetico, ma raccoglierà solo radiazioni infrarosse.

Ci sono molte ragioni per questo“, afferma la prof.ssa Gillian Wright, direttrice dell’Astronomy Technology Centre del Regno Unito a Edimburgo. “Per cominciare, l’infrarosso è la parte perfetta dello spettro per guardare attraverso la polvere. Questo è molto importante perchè stelle e pianeti si formano in regioni piene di polvere. Quindi, se vuoi capire dove e come vengono creati altri sistemi solari, il James Webb dovrebbe fornire dati cruciali”.

Inoltre, anche le atmosfere dei pianeti che potrebbero contenere sostanze chimiche come il metano, un gas associato ai processi biologici, sono studiate al meglio raccogliendo radiazioni infrarosse e potrebbero indicare se sono in grado di sostenere la vita.

Tuttavia, gli astronomi vogliono anche studiare l’universo primordiale nel periodo che seguì la nascita del cosmo nel big bang 13,8 miliardi di anni fa. Ciò significa concentrarsi su galassie molto, molto distanti.

Gli scienziati preoccupati per la riuscita della missione

Rimangono però ancora molti problemi. In primis, sarà necessario superare un viaggio che si preannuncia pieno di rischi. Non è esclusa inoltre la possibilità che possa fallire mentre decolla dal porto spaziale di Esa a Kourou nella Guyana francese. E data la quantità di denaro, tempo e impegno già spesi per il progetto, si tratta di una prospettiva assai poco auspicabile. “Coloro che non sono preoccupati o addirittura terrorizzati da questo non capiscono cosa stiamo cercando di fare” ha sottolineato uno scienziato della Nasa.

Resta anche da vedere cosa scoprirà il James Webb.

Tra le speranze degli astronomi c’è la prospettiva di immaginare le prime galassie che si sono formate dopo il big bang. Capire come nascono ed evolvono le stelle e studiare il potenziale per la comparsa della vita nei sistemi planetari. Tutto questo dovrà essere fatto in un decennio, la vita massima probabile del James Webb. Dopo 10 anni, si prevede che finirà il carburante e il telescopio non sarà più in grado di mantenersi in posizione. Quindi andrà alla deriva, per diventare il pezzo di spazzatura spaziale più costoso mai costruito.

 


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