Perché i cervi perdono i palchi?

La caduta di queste appendici costituite da sostanza ossea avviene durante la stagione invernale e serve a far risparmiare energie all’animale e a consentirgli di muoversi più liberamente

I palchi del cervo
Foto | Pixabay @DerWeg
newsby Alessandro Bolzani25 Gennaio 2023


Quando si pensa a un cervo è piuttosto comune immaginarselo con dei palchi imponenti sulla sommità del capo. Tali appendici ramificate, spesso chiamate impropriamente “corna”, sono costituite da sostanza ossea e permettono all’animale di difendersi dai predatori, combattere con i rivali e segnalare alle femmine il proprio stato di salute. Gli esemplari con i palchi ben sviluppati, noti come “dominanti”, hanno più possibilità di accoppiarsi rispetto agli altri. Come si può intuire, nella maggior parte dei cervidi i palchi sono una prerogativa maschile, però non mancano due eccezioni: la renna e il caribù (renna selvatica presente nell’America settentrionale). In queste specie anche le femmine hanno i palchi, seppur più piccoli rispetto a quelli dei maschi.

Cervo dalla coda bianca
Immagine di pubblico dominio

Questa caratteristica rende facile distinguere gli esemplari di sessi diversi a una prima occhiata, anche se ci sono dei periodi dell’anno in cui la situazione diventa più complessa. In inverno, infatti, i palchi dei cervi cadono in modo spontaneo.

La perdita dei palchi

Ciò avviene tra febbraio e aprile per permettere al cervo di muoversi più liberamente e risparmiare energia durante la brutta stagione. In primavera i palchi ricominciano a crescere e raggiungono il loro massimo sviluppo verso la stagione degli accoppiamenti (settembre/ottobre). Questo ciclo è regolato dall’ormone somatotropo e dal testosterone. Il primo determina la crescita dei palchi, che nelle prime fasi del loro sviluppo sono riccamente vascolarizzati e ricoperti da uno strato vellutato che fornisce protezione e nutrimento. Il testosterone, invece, causa la progressiva ossificazione dei plachi, con conseguente chiusura dei vasi sanguigni che li nutrono. In un primo momento questo ormone porta a un arresto della crescita dei palchi (che altrimenti proseguirebbe a oltranza, come avviene negli esemplari sterilizzati) e alla morte e al distacco del velluto. La caduta dei palchi è una logica conseguenza di questo fenomeno naturale.

Un cervo rosso
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Come cambiano con il passare del tempo?

Tramite le dimensioni dei palchi e il numero delle loro ramificazioni è possibile farsi un’idea abbastanza precisa dell’età di un cervo. Con il passare del tempo, infatti, queste appendici diventano sempre più grandi e complesse, almeno fino alla vecchiaia. Negli esemplari più giovani (uno/due anni) sono del tutto prive di ramificazioni e prendono il nome di pugnali. La situazione cambia tra il secondo e il quinto anno di vita, quando i palchi iniziano a diventare più grandi. In questa fase le ramificazioni sono tre. Diventano sei dopo il quinto anno di età, quando il cervo è ormai adulto, e il loro numero non cambia per il resto della vita dell’animale. Tuttavia, i palchi diventano sempre più grandi e massicci con il passare dell’età, oltre ad acquisire una colorazione più scura. Attorno al quattordicesimo anno di età, quando il cervo è ormai anziano, questo processo subisce una battuta d’arresto e le dimensioni delle appendici iniziano a regredire.


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