Musk vuole colonizzare Marte entro il 2050. È davvero possibile?

Il fondatore di SpaceX ha parlato in più occasioni del suo progetto per raggiungere questo ambizioso traguardo, che però sembra non tenere conto di alcuni limiti insormontabili

Elon Musk, proprietario di Twitter
Foto | Pixabay | Tumisu
newsby Alessandro Bolzani4 Giugno 2022


Definire Elon Musk ambizioso è riduttivo. Il fondatore di SpaceX ha più volte messo in chiaro di voler raggiungere una serie di traguardi lontanissimi, che i più scettici ritengono irraggiungibili. In una recente intervista, per esempio, ha ribadito la sua intenzione di portare un milione di persone su Marte entro il 2050, per dare vita alla prima colonia umana sul Pianeta Rosso. Di fronte a una dichiarazione così audace viene spontaneo porsi una domanda: “È davvero possibile portare tutte quelle persone su un altro pianeta in meno di tre decenni?”.

Il piano di Elon Musk

Musk ritiene di poter costruire 100 navicelle Starship nell’arco di 10 anni. Queste verrebbe usate per portare gruppi di esseri umani su Marte durante “finestre” di 30 giorni che si aprirebbero una volta ogni 26 mesi (il periodo di tempo necessario per sfruttare l’allineamento della Terra e del Pianeta Rosso, durante il quale la distanza tra i due corpi celesti è minore). Supponendo che questi lanci inizino nel 2028 e procedano senza intoppi seguendo la tabella di marcia immaginata da Musk, portare 1 milione di persone su Marte nell’arco di 22 anni potrebbe essere effettivamente possibile.

Il profilo Twitter di Elon Musk
Foto Twitter | @elonmusk

Per il proprietario di SpaceX, raggiungere il traguardo del milione di persone su Marte è cruciale: ritiene, infatti, che si tratti di un requisito necessario per dare il via a una colonia sostenibile. Il mancato raggiungimento di questo numero rischierebbe di mettere a rischio l’intera missione. Insomma, se per qualsiasi motivo le navette Starship non riuscissero più a partire alla volta del Pianeta Rosso, la situazione potrebbe precipitare e il piano di Musk finirebbe per rivelarsi una mera utopia.

Parlando con Chris Anderson, uno dei curatori di TED, Musk ha messo in chiaro che trasformare l’umanità in una specie interplanetaria potrebbe essere l’unico modo per impedirne l’estinzione. Ha però chiarito che all’inizio la vita sul Pianeta Rosso sarebbe tutt’altro che semplice e gradevole. “Sarà piena di pericoli e di duro lavoro”. E non sarà nemmeno gratis. Ogni pioniere dovrà pagare circa 100mila dollari per partire alla volta del Pianeta Rosso.

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Facendo un confronto con i piani della Nasa può venire qualche dubbio sulla fattibilità del pianto di Musk e, soprattutto, sulle sue tempistiche. L’agenzia spaziale statunitense spera di poter portare i primi umani su Marte verso l’inizio del 2040. Si parla però di numeri modesti, che fanno intuire quanto una colonia grande come quella sognata dal fondatore di SpaceX possa effettivamente essere lontana nel tempo.

Per quanto la visione di Musk potrebbe concretizzarsi in uno scenario ideale privo di ostacoli e imprevisti di qualsiasi natura, sembra assai improbabile che tutto filerà così liscio. Produrre in massa 100 navette Starship nei tempi previsti potrebbe rivelarsi impossibile per SpaceX, soprattutto considerando che al momento la compagnia spaziale sta avendo dei problemi a produrre i motori Raptor al ritmo richiesto. Inoltre, anche solo ottenere i permessi necessari per portare avanti una simile operazione potrebbe richiedere più tempo del previsto.

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Ma anche ignorando questi problemi, ce ne sono altri ben più grossi da risolvere e riguardano la sopravvivenza delle persone che dovrebbero colonizzare Marte. Come spiega George Dvorsky di Gizmodo, l’atmosfera del Pianeta Rosso è molto diversa da quella della Terra e al momento non esistono delle tecnologie in grado di renderla respirabile nel giro di pochi decenni. Per sopravvivere, i coloni dovrebbero vivere in ambienti chiusi e sfruttare dei sistemi di riciclaggio in grado di rimuovere l’anidride carbonica e produrre ossigeno. Anche la carenza di acqua potrebbe rappresentare un problema. Certo, è possibile produrla sfruttando l’idrogeno, l’ossigeno e un sacco di energia, ma Marte non offre nessuna di queste risorse in grandi quantità.

 

Il pianeta Marte
Foto Pixabay | Marte

Basta tenere a mente queste criticità per realizzare che la colonizzazione di Marte sarà un’operazione che richiederà un enorme quantità di tempo. Si tratta di un progetto realizzabile e alla portata dell’umanità? Forse sì, ma solo un repentino avanzamento tecnologico potrebbe renderlo possibile entro il 2050.


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