I coccodrilli hanno un “super” sistema immunitario: ecco perché

Secondo un nuovo studio australiano, i coccodrilli marini Crocodylus porosus hanno un sistema immunitario in grado di proteggerli dalle infezioni fungine

Coccodrillo
Foto di Pixabay | Ahmed A.ghaffar
newsby Jennifer Caspani17 Marzo 2023

I coccodrilli hanno un “super” sistema immunitario in grado di proteggerli dalle infezioni fungine. È quanto emerso dal nuovo australiano “Crocodile defensin (CpoBD13) antifungal activity via pH-dependent phospholipid targeting and membrane disruption”, che ha dimostrato che alcune proteine legate al sistema immunitario di questi antichi rettili, chiamate defensine e presenti in tutte le specie animali e vaginali, avrebbero una marcia in più nei coccodrilli, in particolare contro le infezioni fungine. La scoperta, descritta sulle pagine dell’autorevole rivista scientifica Nature, potrebbe aprire la strada allo sviluppo di nuovi medicinali antimicotici in grado di contrastare le infezioni fungine, considerate una potenziale minaccia alla salute pubblica.

Laboratorio
Foto da Pixabay | Michal Jarmoluk

La scoperta nel dettaglio

Il risultato si deve a un team di ricerca australiano composto da scienziati del Dipartimento di Biochimica e Chimica della Trobe University di Melbourne ed è stato ottenuto nell’ambito di un articolato lavoro che si è concentrato sulle defensine dei coccodrilli marini (Crocodylus porosus), il più grande rettile vivente che può arrivare a 6 metri di lunghezza. Nello specifico, gli scienziati, coordinati dai professori Marc Kvansakul e Mark D.Hulett, hanno scoperto che una di queste proteine, chiamata CpoBD13, era molto efficace nell’uccidere il fungo Candida albicans, “la principale causa di infezioni fungine umane in tutto il mondo”. Come spiegato dai ricercatori, Candida auris è un fungo della famiglia dei lieviti isolato per la prima volta solo nel 2009 e responsabile di una candidiosi invasiva e potenzialmente fatale.
“CpoBD13 può autoregolare la sua attività in base al pH dell’ambiente circostante. A pH neutro (ad esempio nel sangue) la defensina è inattiva. Tuttavia, quando raggiunge un sito di infezione che ha un pH acido più basso, la defensina viene attivata e può aiutare a eliminare l’infezione. Questa è la prima volta che questo meccanismo è stato osservato in una defensina”, hanno riferito i due coautori dello studio Scott Williams e Mark Hulett.

Rettile
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Verso nuovo antimicotico basato su CpoBD13

La scoperta potrebbe aprire la strada allo sviluppo di un nuovo antimicotico basato su CpoBD13, un medicinale che potrebbe diventare un’arma chiave nella lotta contro le infezioni fungine. Ogni anno le infezioni fungine sono responsabili del decesso di 1,5 milioni di persone nel mondo. Attualmente, inoltre, i farmaci per contrastarle sono pochi e il rischio di specie resistenti è sempre dietro l’angolo. Rappresentano, dunque, una significativa minaccia alla salute pubblica, che rischia di inasprirsi a causa dell’emersione di nuovi ceppi resistenti agli antibiotici e dell’impatto dei cambiamenti climatici, in grado di favorire la proliferazione delle specie in aree precedentemente precluse.

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