Salmonella, che cos’è? E quali sono i sintomi della salmonellosi?

È un genere di batteri gram negativi che possono causare una delle infezioni gastrointestinali più comuni nei Paesi industrializzati

Un batterio del genere Salmonella
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newsby Alessandro Bolzani5 Aprile 2022


Salmonella è un genere di batteri gram negativi che causa la salmonellosi, una delle infezioni gastrointestinali più comuni nei Paesi industrializzati. In natura esistono circa 2500 varietà del microrganismo. Le più diffuse nell’uomo sono “salmonella enteritidis” e “salmonella typhimurium”. Questi batteri trovano il proprio habitat naturale nell’intestino di rettili, uccelli e mammiferi.

L’uomo rischia di contrarre la salmonellosi quando ingerisce degli alimenti contaminati dall’agente batterico durante la conservazione e la manipolazione. L’Istituto Superiore di Sanità inserisce tra gli alimenti più a rischio le uova crude o poco cotte, la carne di maiale (soprattutto se poco cotta), il latte crudo e i suoi derivati, la frutta e la verdura (talvolta contaminata durante il taglio), i preparati per dolci e creme e le salse e i condimenti per le insalate.

I sintomi della salmonellosi

Talvolta le infezioni provocate dalla salmonella si limitano a causare dei disturbi di lieve entità, ma possono anche verificarsi delle forme più gravi. Solitamente ciò avviene in persone già debilitate da altre patologie. Pertanto è possibile suddividere le salmonellosi in due tipologie: tifoidee e non tifoidee. Le prime causano la febbre tifoide (o tifo addominale), una malattia infettiva sistemica caratterizzata all’esordio da cefalea, costipazione o diarrea, malessere e mialgia. Senza un trattamento tempestivo, la patologia può portare a gravi complicanze, come emorragie interne, perforazione intestinale o peritonite. Le salmonellosi non tifoidee, invece, si “limitano” a causare una tossinfezione alimentare, la cui intensità dipende dalla virulenza del sierotipo infettante, dalla carica batterica, dai fattori di resistenza all’infezione e dalle condizioni di salute della persona che la contrae.

I sintomi tipici delle infezioni da Salmonella sono la nausea, i dolori addominali crampiformi e la diarrea con feci liquide, mischiate a muco e, in alcune occasioni, a ridotte quantità di sangue. Talvolta la salmonellosi può provocare anche vomito, febbre (tra i 38 e i 39°C), mal di testa, dolori articolari e feci verdi. Di solito questi sintomi fanno la loro comparsa tra le 12 e le 72 ore successive all’ingestione dell’acqua o del cibo contaminato. Durante questo tempo di incubazione la salmonella si riproduce nell’intestino. Per quanto l’intensità dei sintomi possa essere variabile, nella maggior parte dei casi l’infezione si rivolve entro 4-7 giorni. L’ospedalizzazione può diventare necessaria quando il batterio colpisce i soggetti più fragili, tra cui gli immunodepressi, gli anziani e i neonati.

Il trattamento delle infezioni da salmonella

È piuttosto raro che un’infezione da salmonella venga curata con un antibiotico. Nella maggior parte dei casi, infatti, i batteri si limitano a causare delle gastroenteriti di forma lieve e autolimitante, i cui sintomi regrediscono in maniera spontanea nell’arco di pochi giorni. Di solito i medici si limitano a raccomandare al paziente di riposare e di bere molto, così da compensare l’acqua e i Sali persi per via del vomito e della diarrea. Per ricostruire la flora batterica è raccomandata la somministrazione di fermenti lattici e probiotici. Gli antibiotici vengono prescritti solo ai pazienti immunodepressi, agli anziani e ai bambini con meno di due anni. Possono essere utilizzati anche per il trattamento delle infezioni più severe (maggiormente rare).


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