Paracetamolo, l’uso prolungato potrebbe aumentare la pressione sanguigna

Uno studio scozzese ha individuato un legame tra l'uso prolungato di paracetamolo, uno dei farmaci più diffusi al mondo, e l'aumento della pressione sanguigna

Paracetamolo, l'uso prolungato potrebbe aumentare la pressione sanguigna
Foto Pixabay | stevepb
newsby Giulia Martensini8 Febbraio 2022


Il paracetamolo, conosciuto soprattutto col nome commerciale di tachipirina, è il farmaco da banco più venduto in tutto il mondo. Questo, assieme all’acido acetilsalicilico (aspirina), è in cima ai trattamenti di automedicazione. Le ragioni risiedono nella spiccata efficacia antinfiammatoria, analgesica e soprattutto antipiretica, una preziosa alleata per contrastare gli stati febbrili  e il dolore lieve e moderato. Oltre che per i rimedi a breve termine il paracetamolo è anche prescritto per gestire il dolore cronico, nonostante le scarse prove dei suoi benefici per l’uso a lungo termine.

Si tratta indubbiamente di uno dei medicinali più sicuri acquistabili in farmacia, ma come tutti i farmaci presenta effetti collaterali e controindicazioni da non sottovalutare. A maggior ragione proprio perché è possibile acquistarlo senza prescrizione medica, col rischio che se ne possa abusare.

Lo studio che indaga il legame tra paracetamolo e ipertensione

Secondo un recente studio, le persone con pressione alta che assumono paracetamolo potrebbero aumentare il rischio di infarti e ictus. Ragion per cui i medici dovrebbero pensare ai rischi e ai benefici per i pazienti che lo assumono per molti mesi, affermano i ricercatori dell’Università di Edimburgo.

Secondo lo studio, chi soffre di pressione alta potrebbe essere più a rischio di ipertensione, se assume paracetamolo per un lungo periodo. Lo studio ha monitorato 110 volontari, due terzi dei quali stavano assumendo farmaci per la pressione alta o l’ipertensione.

Ai volontari è stato chiesto di assumere 1 g di paracetamolo quattro volte al giorno per due settimane – una dose comune per i pazienti con dolore cronico – e poi pillole fittizie, o placebo, per altre due settimane.

Lo studio ha mostrato che il paracetamolo ha aumentato la pressione sanguigna, “uno dei fattori di rischio più importanti per infarti e ictus” – molto più di un placebo.
Un ampio studio statunitense in precedenza aveva trovato un legame tra l’uso a lungo termine del paracetamolo e l’aumento del rischio di attacchi di cuore. Tuttavia non è stato possibile dimostrare che l’uno causasse l’altro.

Si tratta quindi di uno studio ancora in fase preliminare ma i dati raccolti finora sembrano puntare nella stessa direzione. Per questo i ricercatori dello studio consigliano ai medici di iniziare i pazienti con dolore cronico alla dose più bassa possibile di paracetamolo. E di tenere d’occhio quelli che soffrono di pressione alta e a rischio di malattie cardiache.


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