Covid, Federico (Iss): “Al lavoro su vaccino utile per tutte le varianti”

Il commento del dottor Maurizio Federico, dell'Istituto superiore di sanità, in merito al progetto di ricerca per un nuovo vaccino anti Covid

newsby Fabrizio Rostelli16 Febbraio 2022



“Abbiamo utilizzato una piattaforma vaccinale precedentemente sperimentata in oncologia. La tecnica si basa sulla capacità di incorporare nelle nanovescicole, prodotte spontaneamente dalle cellule, l’antigene di nostro interesse. Queste nanovescicole ingegnerizzate attivano dei linfociti CD8 che hanno la capacità di riconoscere e uccidere la cellula infetta. La scelta di lavorare sulla proteina N si basa sull’evidenza sperimentale che in tutte le varianti” del Covid “emerse finora questa proteina non mostra mutazioni a differenza della Spike. Stiamo tentando di fare un vaccino che possa essere utile per tutte le varianti. Questa è una piattaforma vaccinale del tutto originale; al momento la stiamo utilizzando sul modello animale ma bisogna verificare gli effetti collaterali sull’uomo”. Lo dichiara il dottor Maurizio Federico, responsabile del Centro nazionale per la salute globale dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in merito al progetto di ricerca per un nuovo vaccino anti Covid.

Vaccino Covid, Federico: “Protezione indotta da linfociti potrebbe durare a lungo”


Parlando del nuovo vaccino anti Covid, Federico spiega: “Abbiamo sviluppato questo progetto come sforzo collaborativo di diverse unità all’interno dell’Istituto superiore di sanità. Nel momento in cui non esiste un’industria di stato sufficientemente autonoma e in grado di sviluppare farmaci innovativi, saremo obbligati a rivolgerci al privato. Il nostro è un progetto assolutamente originale, non esistono al momento piattaforme vaccinali dirette esclusivamente all’induzione di linfociti CD8. L’ipotesi che la protezione possa durare molto a lungo è legata al fatto che i sopravvissuti all’epidemia di Sars-CoV degli inizi del 2000, a distanza di anni, ancora avevano linfociti CD8 con la memoria contro la proteina N. Abbiamo la ragionevole speranza che questo possa riprodursi in seguito all’utilizzo del nostro vaccino”.


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