Legge elettorale, Meloni: “Serve un sistema maggioritario”

In attesa del referendum sul taglio dei parlamentari, FdI presenta la propria legge elettorale

newsby Redazione16 Luglio 2020



Fratelli d’Italia ha presentato la propria proposta di una nuova legge elettorale nel corso di una conferenza stampa. A spiegare ed esporre alcuni dei principi che stanno alla base del sistema maggioritario proposto è stata la presidente del partito, Giorgia Meloni. “Non paga dei disastri che sta producendo in Italia, adesso la maggioranza propone una legge salva inciucio: una legge proporzionale per riportarci nella pastoia della Prima Repubblica“, le sue parole. “Denunciamo questo tentativo di massacrare la governabilità italiana e rispondiamo con una proposta di legge di Fratelli d’Italia fortemente maggioritaria, che consentirà agli italiani di scegliere alleanze, parlamentari, programmi e di avere un governo la sera del voto“, aggiunge Meloni.

Aspi, Meloni: “Saremo in grado di valutare quando vedremo le carte”


Rispondendo alle domande dei giornalisti, Meloni è tornata anche sulla questione Autostrade per l’Italia e la graduale uscita della famiglia Benetton dal cda di Autostrade. “Non ho gli elementi per dire chi ha vinto. Parliamo sulla base dei comunicati stampa o su ciò che raccontano i giornali. Noi eravamo per la rimessa a gara delle concessioni. Il punto delle concessioni sono le condizioni capestro che sono insopportabili“, spiega.

La questione non è Benetton sì, o Benetton no. E’ Benetton sì, o Benetton no per fare cosa? Dobbiamo stabilire contratti di concessioni vantaggiosi per gli italiani e per lo Stato. Ricordo che le autostrade le hanno costruite loro con i loro soldi e sacrifici. Il Governo credo abbia fatto l’unica cosa che poteva provare a fare dovendo decidere in una notte, perché Conte ha tenuto il dossier nel cassetto per due anni e invece avrebbe potuto lavorare e oggi avremmo qualche altra soluzione. Saremo in grado di valutare quando vedremo le carte“.

“Vicenda Morandi scoperchia un problema che c’era già”


Sempre a proposito della questione Aspi, la presidente di Fratelli d’Italia ha ricordato la tragedia del crollo del Ponte Morandi, a Genova. “Io penso che la vicenda del Morandi, che seguirà il suo percorso giudiziario, ha finito con lo scoperchiare un problema che c’era già. In Italia abbiamo contratti di concessioni in forza dei quali si prevede che ci siano delle persone sedute su un pozzo di petrolio e fanno i miliardi sulla pelle degli italiani“, spiega.

Secondo Meloni è importante capire cosa non abbia funzionato e continui a non funzionare nel sistema delle concessioni statali. “Secondo le regole del diritto, immaginare il contratto tra due contraenti, dove ci siano degli obblighi senza sanzioni, allora è un contratto nullo. Questo è il problema delle concessioni, non è legato solo alla scarsa manutenzione del Morandi. È che il Morandi racconta di un problema che esiste su tutto il territorio e che riguarda non solo la concessione di Aspi. E’ un tema su cui lo Stato si deve interrogare in maniera seria“.

Meloni: “Il Mes non è affatto vantaggioso”


Allargando lo sguardo alla politica estera e a quella dell’Unione Europea, Meloni è tornata anche sulla questione relativa al Mes. La leader di Fratelli d’Italia continua a sostenere che il Meccanismo europeo di stabilità sia una misura poco vantaggiosa per l’Italia. “Per quanto riguarda il Mes credo che alla fine i Cinque stelle tradiranno anche questo. E tradiranno perché il Mes è diventato un ricatto, un ricatto da parte dei paesi frugali perché è il cavallo di Troia per controllare i nostri conti pubblici. Per questo trovo ridicolo che ci venga spiegato che il Mes è vantaggioso. Il Mes non è affatto vantaggioso. Sul Recovery Fund vedremo come andrà il Consiglio europeo. Non sono ottimista perché dalle carte che leggiamo si dice che le risorse sono ridimensionate e i soldi non arriveranno prima del 2021 inoltrato, e sopratutto si dice che questi paesi potranno controllare le riforme che vengono fatte a maggioranza qualificata. Vuol dire che ha vinto ancora la Germania“.

Stato d’emergenza, Meloni: “Un delirio allungarlo fino al 31 dicembre”


In riferimento all’emergenza coronavirus e alla possibilità di prolungare lo stato di emergenza, come inizialmente annunciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, Meloni non nasconde la propria contrarietà. “Penso che sarebbe un delirio allungarlo fino al 31 dicembre“, attacca. E ancora: “Oltretutto in una Europa nella quale nessuno ha prorogato lo stato d’emergenza. Quindi non ho capito il messaggio che vogliamo dare, se vogliamo spiegare al resto del mondo che siamo un focolaio di Covid mentre tutti cercano di ripartire. Non so cosa significhi sul piano tecnico, perché se noi siamo una Nazione in stato d’emergenza e gli altri no tecnicamente dovremmo chiudere i confini, perciò mi sembra un’idiozia. È il tentativo del Governo di mantenere una libertà d’azione che gli ha consentito di fare molte cose che non c’entravano col Covid, tipo rinnovare 70 nomine delle partecipate o spendere i soldi per farsi le fondazioni per far giocare i ministri. Ma su questo sono pronta a fare le barricate. Se poi c’è un’emergenza si convoca il Parlamento e in 24h si vota lo stato d’emergenza“.

Commissioni, Meloni: “Non consentiremo che si rinviino ancora”


Una chiosa finale sulla questione Commissioni e l’ipotesi di un nuovo rinvio. “Qui siamo ai personaggi in cerca d’autore. C’è confusione su tutto. In particolare quando si parla di poltrone queste persone sono attente e hanno bisogno di tempo per organizzare le poltrone. Non consentiremo che si rinviino ancora le Commissioni. Per noi vanno fatte prima della pausa estiva e per questo ci adopereremo“, conclude Giorgia Meloni.


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