Editto bulgaro: 20 anni fa, le parole di Berlusconi contro la Rai

“Uso criminoso di Biagi, Santoro, Luttazzi con i soldi della televisione pubblica”, disse da Sofia il 18 aprile 2002. Fu l’inizio del lungo scontro tra il Cavaliere e la tv di Stato

Silvio Berlusconi, ex presidente del Consiglio
Foto | Newsby
newsby Lorenzo Grossi18 Aprile 2022


“L’uso che Biagi… Come si chiama quell’altro? Santoro… Ma l’altro? Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga”.

Queste furono le parole pronunciate 20 anni fa esatti da Silvio Berlusconi, da Sofia, che divennero poi famose con l’espressione “editto bulgaro”. Due termini che entrarono nell’uso comune, a indicare una serie di fatti che coinvolsero l’allora presidente del Consiglio e i tre conduttori televisivi. Ma partiamo dalla locuzione in sé.

Editto bulgaro: un’espressione subito entrata nel gergo giornalistico

Secondo la Treccani, con editto s’intende un’“ordinanza emanata da un’autorità, particolarmente in Roma antica”. Dunque, un ordine di un’istituzione. Daniele Luttazzi, comico satirico destinatario di tale pronuncia, preferì definirla ukase bulgaro, riferendosi ai decreti dell’impero russo: un evidente paragone col dispotismo zarista. Più tardi, Simone Collini de l’Unità diede il suo contributo alla formula, coniando l’espressione diktat bulgaro. Con tale locuzione è chiaro il riferimento alle atmosfere belliche: diktat indica spesso, infatti, i trattati di pace imposti alle nazioni sconfitte. Vale a dire, più in generale, “ogni imposizione unilaterale di volontà che esclude la possibilità di negoziati”.

L’aggettivo bulgaro poi, formalmente dovuto al luogo in cui fu pronunciato l’editto stesso, nasconde un significato analogo al primo termine. Riguardo la collocazione geografica, è facile il riferimento alla situazione geopolitica risalente ai regimi di socialismo reale, laddove il totalitarismo politico della seconda metà del ‘900 imponeva una significativa restrizione delle libertà e dei diritti civili. Di più, proprio il termine bulgaro acquisì, nel medesimo periodo, una connotazione di senso figurato relativa, ancora una volta, al blocco sovietico e alla sua politica chiusa e dogmatica. Si parla, infatti, di percentuali, maggioranze ed elezioni bulgare.

Le reazioni dei personaggi citati da Berlusconi

Quanto ai fatti, si svolsero perlopiù quasi immediatamente dopo le parole di Berlusconi del 18 aprile 2002. Da lì a poco, infatti, i programmi televisivi “Il fatto”, “Sciuscià” e “Satirycon”, condotti rispettivamente da Biagi, Santoro, Luttazzi, tutti in onda su Rai1 e Rai2, furono cancellati. I presentatori vennero allontanati dall’azienda. A nulla valsero i soddisfacenti risultati in termini di ascolti e share. Il ritorno in Rai sarebbe stato lungo e doloroso. Intanto, a poche ore di distanza dall’editto bulgaro, se Michele Santoro decise di intonare “Bella Ciao”, Enzo Biagi lo commentò così in apertura della propria trasmissione.

“Il presidente del Consiglio non trova niente di meglio che segnalare tre biechi individui: Santoro, Luttazzi e il sottoscritto. Quale sarebbe il reato? […]. Poi, il presidente Berlusconi, siccome non intravede nei tre biechi personaggi pentimento e redenzione, lascerebbe intendere che dovrebbero togliere il disturbo […]. Lavoro qui in Rai dal 1961. Ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto […]. Cari telespettatori, questa potrebbe essere l’ultima puntata del Fatto. Dopo 814 trasmissioni, non è il caso di commemorarci. Eventualmente è meglio essere cacciati per aver detto qualche verità, che restare a prezzo di certi patteggiamenti”.

Quando tornarono in tv i tre, a seguito dell’editto bulgaro

L’inconveniente tecnico e l’intervallo, per usare le parole del giornalista, durarono cinque anni: Biagi apparì nuovamente in Rai nell’aprile 2007, a pochi mesi dalla morte (avvenuta nel novembre seguente) con il suo Rotocalco Televisivo. Per Santoro, l’attesa fu leggermente più breve: Annozero andò in onda su Rai2 a fine 2006. Infine, il comico. Ebbe sicuramente vita più difficile, considerando che, ad oggi, non è ancora tornato in Rai. A parte un programma su La7, chiuso dopo cinque settimane, da 20 anni Luttazzi non è proprio più riapparso in televisione.

Un’eccezione furono i 15 minuti di monologo in Raiperunanotte (uno speciale programma tv ideato da Michele Santoro, in collaborazione con diverse emittenti, per aggirare la sospensione della messa in onda dei talk show politici della Rai) al PalaDozza di Bologna. La sua performance, durante la quale recuperò ampiamente tutto il tempo perso, fu da apoteosi. Un buon esempio fu passaggio relativo al cosiddetto Trani-gate: “L’uso che Minzolini… Come si chiama quell’altro? Masi… No, ma quell’altro… Berlusconi… hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso.


Tag: Daniele Luttazzieditto bulgaroEnzo BiagiMichele SantoroSilvio Berlusconi