Nel Regno Unito servirà la carta di credito per vedere i porno

Il governo di Londra annuncia l’Online Safety Bill per impedire ai minorenni di navigare sui siti porno. Ecco le novità sui controlli

Nel Regno Unito servirà la carta di credito per vedere i porno
(Unsplash)
newsby Alessandro Boldrini8 Febbraio 2022


Nel Regno Unito potrebbe presto servire la carta di credito o il passaporto per navigare sui siti porno. È questa la diretta conseguenza dell’Online Safety Bill, il nuovo pacchetto di leggi che il governo di Londra ha introdotto in occasione del Safer Internet Day.

Uk, stretta sui porno con l’Online Safety Bill

L’obiettivo dichiarato è quello di impedire ai minorenni di fruire di contenuti pornografici online. Lo annuncia in una nota il ministro per il Digitale, Chris Philp. Le nuove leggi imporranno infatti ai principali siti web di verificare l’età dei loro utenti attraverso una serie di tecnologie.

Inizialmente, le misure riguardavano soltanto piattaforme come OnlyFans, dove i contenuti porno sono creati dagli utenti stessi. Poi il governo di Boris Johnson ha deciso si estendere l’Online Safety Bill a tutti i servizi digitali di questo genere.

“Per i bambini è troppo facile avere accesso alla pornografia online. I genitori devono vivere con la serenità di sapere che i loro figli sono protetti dalla visione contenuti che nessun bambino dovrebbe vedere”, dichiara il ministro Philip, annunciando di voler rendere Internet “un luogo più sicuro” per i giovani.

I potenziali rischi dei controlli sui minorenni

Al momento, comunque, non è chiaro come i siti porno riusciranno a rafforzare i controlli. Ciascuna piattaforma avrà infatti la libertà di scegliere la soluzione migliore per rispettare le nuove leggi. Non essendoci particolari garanzie sulla privacy, però, il rischio è che le verifiche sull’età si trasformino in un metodo per controllare chi fruisce di determinati contenuti.

Il governo britannico suggerisce infatti di controllare che gli utenti dei siti abbiano più di 18 anni attraverso i dati delle carte di credito oppure dei passaporti. Proposte che hanno subito acceso un forte dibattito nel Regno Unito con la levata di scudi di organizzazioni come l’Open Rights Group.

La preoccupazione maggiore, infatti, è che attraverso i controlli anagrafici si finisca per creare dei “database” di chi naviga sui siti porno, i quali potrebbero finire nel mirino degli hacker. Gli utenti rischiano dunque di diventare potenziali vittime di ricatti o estorsioni.


Tag: pornoRegno UnitoSafer Internet Day