Noma, il miglior ristorante del mondo chiuderà i battenti nel 2024

Il suo acclamato chef René Redzepi ha preso questa decisione perché i costi del locale non sono più sostenibili, così come i ritmi di lavoro. Il Noma di Copenaghen però non chiuderà totalmente: diventerà un laboratorio alimentare a tempo pieno

Un ristorante di classe
Foto | Pixabay @Terri Cnudde
newsby Jennifer Caspani9 Gennaio 2023


Il pluristellato ristorante Noma di Copenaghen, più volte in cima alle classifiche dei migliori ristoranti del mondo, chiuderà i battenti a fine 2024. Come riporta il New York Times, lo chef René Redzepi del Noma (acronimo di Nordic Mad, che significa “cibo” in danese) ha preso questa decisione perché i costi del locale non sono più sostenibili, così come i ritmi di lavoro. L’idea dello stop è stata “accarezzata negli ultimi due anni e si concretizzerà nel 2024, con la volontà di una totale riorganizzazione dei luoghi di lavoro e dello staff”, ha riferito l’acclamato chef danese di origini macedoni.

La rivoluzione nell’alta cucina

Diventato famoso per i suoi menù che valorizzano i prodotti della Scandinavia, dalle carni di renna ai licheni, dai gamberetti neri delle acque del mar del Nord alle bacche e ai funghi, sin dalla sua apertura vent’anni fa, il Noma ha trasformato l’alta cucina della Danimarca facendosi portavoce della tradizione locale. Negli ultimi 2 decenni ha portato a Copenaghen migliaia di appassionati di cibo ed esperti di alta cucina, venuti da ogni parte del mondo per assaporare il suo famoso e acclamato menù degustazione a più portate, dal costo di circa 500 dollari a persona. Un’esperienza culinaria d’eccezione, seppur per poche “tasche“, con cui il Noma ha contribuito a creare e a promuovere in tutto il mondo lo stile della cucina raffinata. Aperto nel 2004, grazie ai piatti e alle preparazioni dello chef Redzepi e del suo staff, il Noma è stato giudicato per cinque volte il miglior ristorante del mondo secondo la classifica The World’s 50 Best Restaurants (nel 2010, 2011, 2012, 2014, 2021). Nel 2021, inoltre, la guida Michelin l’ha insignito della terza stella Michelin.

Cosa succederà? Il progetto Noma 3.0

Ora gli appassionati dovranno affrettarsi per riuscire ad accaparrarsi gli ultimi posti da qui alla fine del 2024. Il Noma però non chiuderà totalmente. Come anticipato dallo chef René Redzepi al New York Times, diventerà un laboratorio alimentare a tempo pieno, sviluppando nuovi piatti e prodotti per la sua operazione di e-commerce, Noma Projects. Le sale da pranzo saranno aperte solo per pop-up periodici e il ruolo di Redzepi diventerà qualcosa di più vicino al chief creative officer che allo chef “tradizionale“. In pratica, “non esisterà più il Noma così come lo conosciamo oggi, ma ci sarà un nuovo luogo che potremmo chiamare Noma 3.0, ha sottolineato Redzepi.
Mi sento emozionato ad avere la possibilità di organizzare il nostro futuro, ma cercheremo di capire le modalità di ristrutturare e riprogrammare la squadra”, ha aggiunto. Già da tempo, lo chef Redzepi aveva riconosciuto che sono necessarie ore estenuanti di lavoro per la cucina di un ristorante come il suo e che retribuire equamente un centinaio di dipendenti, mantenendo standard elevatissimi, a prezzi che il mercato può accettare, non è praticabile. “Dobbiamo ripensare completamente il settore“, ha concluso.


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