Natale in Italia: le tradizioni più belle da Nord a Sud

Natale non è solo albero e presepe: alcune tradizioni natalizie cambiano a seconda della regione e delle usanze, tramandate nel tempo. Ecco, da Nord a Sud, alcune delle più curiose tradizioni di Natale in Italia

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newsby Giulia Martensini25 Dicembre 2021


Il Natale in Italia è la ricorrenza più amata e attesa da grandi e piccini.
Tra l’albero addobbato, il presepe, il panettone e i regali, le tradizioni natalizie italiane sono rituali attesi tutto l’anno. Benché alcune pratiche siano comuni in tutto il Paese, alcune tradizioni natalizie italiane cambiano da regione a regione, riflettendo la cultura del territorio.
Ma da Nord a Sud, l’importante è una cosa sola: trascorrere un Natale in famiglia ricco di serenità e allegria. Ecco alcune delle più curiose tradizioni natalizie in italia.

L’albero di Natale

L’Albero di Natale è una delle tradizioni natalizie italiane più comuni ormai da centinaia di anni. Come vuole la consuetudine, l’albero si decora l’8 dicembre e si disfa il 6 gennaio, giorno dell’Epifania. A Bari però lo si allestisce il 6 dicembre, festa di San Nicola, e a Milano il 7, festa di Sant’Ambrogio.
In passato l’albero veniva decorato con biscotti, frutta secca e candele, ma oggi si preferisce usare palline colorate, fiocchi, pupazzetti e le immancabili luci. La tradizione vuole che sulla punta venga posizionata una stella o un angelo: compito che spetta al membro più giovane della famiglia.

Il presepe

Come l’albero, non può mancare nelle case italiane il classico presepe di Natale. Da quelli più semplici a quelli più elaborati, solitamente è presente una capanna dove compaiono Maria, Giuseppe e Gesù ( quest’ultimo da porre solo la mattina di Natale) con il Bue e l’Asinello. In molti casi troviamo anche i pastori con gli animali, i re magi e gli angeli tutt’intorno.

Tra i presepi più conosciuti spicca certamente quello della tradizione napoletana che usa le statuine di terracotta e riproduce in maniera molto dettagliata le scene della nascita di Gesù. Rimanendo in Campania, durante la notte di Natale esiste una tradizione secondo la quale le nonne insegnano alle nipoti femmine l’arte del togliere il malocchio, che può esser trasmessa solamente in questo giorno dell’anno.

Anche in Piemonte si trova un presepe molto caratteristico che vede l’aggiunta di un personaggio particolare, Gelindo. Leggenda vuole che questo sia stato il primo pastore a giungere alla capanna della Natività per omaggiare Gesù Bambino. In suo onore, ogni anno si svolge la Sfilata dei Pastori, o Pastour come dicono in dialetto che rendono grazia al neonato Gesù con dei canti in dialetto alessandrino.

La corona dell’Avvento

In Trentino Alto Adige, il periodo dell’avvento è particolarmente sentito. Oltre i tipici mercati di Natale che riflettono la tradizione popolare di scambiarsi doni artigianali e fatti a mano, c’è una consuetudine particolare, quella della Corona dell’Avvento. Ogni famiglia infatti realizza una corona intrecciando rami di abete e nastri rossi di seta. Su di essa, vengono poi inserite 4 candele e ogni domenica che precede il 25 dicembre, la famiglia si unisce per accenderne una, aspettando Natale.

Pandoro o panettone?

Il Pandoro e il Panettone fanno parte delle tradizioni natalizie italiane per eccellenza. Ogni famiglia ne consuma almeno uno per tipo durante le feste, e possono essere farciti con diverse creme, uvetta e canditi. Il panettone, in particolare, è una tradizione che viene da Milano e, come vuole la leggenda, prende il nome dall’espressione “Pan del Toni”: questo era un garzone di corte che la vigilia di natale aveva condito del pane con dell’uvetta per servirlo come dolce. Il Pandoro invece sembra avere origini veneziane e la parola “oro” proviene dal colorito dorato regalato dalle uova. Ogni anno, immancabile, si scatena nelle famiglie italiane l’eterno dilemma: pandoro o panettone?

Il rito del ceppo

In Toscana vi è fra le tradizioni tipiche del Natale il rito del ceppo: la notte della vigilia di Natale si lascia ardere un ceppo nel camino sino a Capodanno. La simbologia rappresenta gli ultimi 7 giorni dell’anno che se ne vanno per dare spazio al nuovo anno. La cenere del ceppo è considerata sacra e viene sparsa la mattina del primo gennaio nelle terre per favorirne la fertilità.

Sa Candelaria

Una curiosa usanza tipica della Sardegna prende piede il 31 dicembre. In quel giorno, a partire dal mattino i bambini bussano di porta in porta chiedendo il pane (preparato proprio per quest’occasione e conosciuto come cocones), la frutta, i dolciumi e qualche moneta ponendo sempre la stessa domanda: “a nolla dazes sa candelaria?” ( “ci date la candelarìa?”).

Il gioco della Zecchinetta

Anche se la sera di Natale per molti significa Tombola, non sempre è così. Una tradizione natalizia tutta siciliana è quella del gioco della Zecchinetta. Si tratta di un antico gioco di carte che la leggenda vuole sia stato inventato dai lanzichenecchi nel 1500. le partite generalmente si concludono tra le risate generali quando il banco paga i vincitori.

 

 

 


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