eSports, la player ‘Sniperpigna’: “Il gaming è anche delle donne”

Sara Nicole Pigna insieme ad altre ragazze, sta abbattendo le barriere che vorrebbero l’universo del gaming come un affare soprattutto al maschile

eSports, la player 'Sniperpigna':
eSports, la player 'Sniperpigna': "Il gaming è anche delle donne"
newsby Lorenzo Baletti2 Dicembre 2021


In un mondo che va verso la parità di genere e lotta ogni giorno per i diritti delle donne, anche il movimento degli eSports sta avviando un processo di maggiore inclusione delle figure femminili nei videogiochi. Ne è un esempio la player professionista Sara Nicole Pigna, conosciuta dagli appassionati di Call of Duty come “Sniperpigna”. Insieme ad altre ragazze, sta abbattendo le barriere che vorrebbero l’universo del gaming come un affare soprattutto al maschile.

Sara, come ti sei avvicinata al mondo degli eSports e dei videogiochi?

Già da piccola, attraverso mio fratello, ho iniziato ad appassionarmi ai videogiochi. Poi circa due anni fa, con l’inizio della pandemia e il lockdown, mi sono avvicinata ancora di più al mondo di Twitch e da lì ho scoperto anche il fenomeno degli eSports.

Com’è nata la passione per Call of Duty, un gioco dove c’è una forte componente di violenza e uso delle armi?

La mia passione per Call of Duty è nata nel momento in cui ho scoperto il primo multiplayer online con Call of Duty 4: Modern Warfare. Ho conosciuto persone con cui giocare e che condividevano la mia passione per questo gioco. Giocavamo ogni giorno in team contro avversari casuali, soprattutto ad una modalità che si chiama ‘Cerca e Distruggi’. Si è creato un grande spirito di squadra, ci divertivamo a studiare le tattiche e scegliere le armi a seconda delle qualità di ognuno. Tutto questo mi dava adrenalina, mi divertivo e sono usciti in me lo spirito competitivo e la voglia di vincere ogni partita assieme ai miei amici.

I videogiochi sono considerati tradizionalmente uno svago “maschile”: come sta cambiando questo trend?

Per fortuna il mondo videoludico sta cambiando e si sta espandendo sempre di più nel genere femminile grazie a piattaforme come Twitch, che permettono molta più visibilità alle donne che creano contenuti o che si avvicinano agli eSports vedendo altre ragazze giocare. Non meno importanti sono i Team eSports che stanno puntando sempre di più sulle gamer, come ad esempio Exeed che per la categoria Warzone ha ingaggiato me e due ragazzi per far valere ancora di più la parità di genere.

Da ragazza, hai incontrato difficoltà a entrare in questo mondo? Come si approcciano i colleghi maschi?

Purtroppo, essere una ragazza è un’arma a doppio taglio. Se da un lato riesci ad avere più visibilità rispetto a un ragazzo, dall’altro quasi nessuno ti dà i meriti reali se fai bene, mentre se fai male è perchè sei donna. Ci sono ancora molte persone che credono nello stereotipo per cui la donna non è capace come un uomo o che addirittura non dovrebbe giocare. Molto spesso subisco commenti del tipo “vai a cucinare, vai a lavare a terra, che ci fai qua”. Veramente inaccettabile. Fortunatamente la maggior parte dei colleghi con i quali ho collaborato mi hanno sempre trattata alla pari ed elogiato per le mie qualità, però mi è capitato che qualcuno invece non accettasse il fatto che io potessi essere più forte e quindi mi hanno accusata di barare, oppure di essere scarsa ed essere qui solo per la mia estetica.

Che consigli ti senti di dare a una ragazza che vuole intraprendere una carriera negli eSports?

Il consiglio che mi sento di dare è: credete in quello che fate, soprattutto se è una cosa che vi rende felici, non dovete assolutamente ascoltare le persone che hanno questi stereotipi in testa, dovete far scivolare addosso tutto. Quindi lavorate molto su voi stesse e dimostrate tutto sul ‘campo’. Cercate di spendere il vostro tempo nel miglior modo possibile, con determinazione, sacrificio e ambizione. Allenatevi tanto per cercare di acquisire esperienza e migliorare le vostre skill.

Infine, che messaggio ti senti di lanciare al mondo del web e dei social rispetto alle questioni femminili e di parità di genere?

Quello che mi sento di dire è che ormai non siamo nel Medioevo, la gente deve accettarlo e non deve opporsi: i tempi sono cambiati e noi donne ci siamo. Siamo tutti uguali, maschi e femmine, noi siamo perfettamente capaci di essere al passo dell’uomo o quantomeno abbiamo il diritto di provarci e cimentarci in quello che ci piace, che sia uno sport o un videogame e nessuno può permettersi di dire quello che devi o non devi fare oppure che non sai fare qualcosa.

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