Ucraina, i lavoratori Aeroflot italiani: “Causa sanzioni noi licenziati”

Sono in 35, tutti italiani: dopo la chiusura dello spazio aereo russo per la guerra in Ucraina i loro stipendi sono stati congelati, ora sono senza lavoro

newsby Redazione1 Aprile 2022



Le sanzioni economiche varate dall’Unione Europea nei confronti della Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina stanno colpendo anche i 35 lavoratori italiani della compagnia di bandiera di Mosca. Giovanna Frunzio, coordinatore Aeroflot dello scalo di Fiumicino, ha spiegato: “Il 27 febbraio hanno chiuso lo spazio aereo per tutte le compagnie russe. Dal 25 febbraio il conto presso la Bnl di Roma è bloccato, e non abbiamo potuto percepire lo stipendio“.

Guerra in Ucraina, Aeroflot ferma: “Scenario impensabile”

Alla luce di ciò che è in atto in Ucraina, l’Aeroflot non sta lavorando. Non vola, e non lavora – ha aggiunto Frunzio –. Siamo 35 dipendenti in Italia, tra Milano, Roma, Venezia e Napoli. Nessuno di noi ha percepito lo stipendio. È stata chiesta la cassa integrazione già dal 3 marzo, e fino ad oggi non è stata ancora approvata. Non capiamo come delle sanzioni contro la Russia vadano a colpire noi cittadini italiani“.

La guerra in Ucraina, peraltro, è stato un fulmine a ciel sereno anche per altri motivi. Dato che Giovanna Frunzio, come gli altri dipendenti, mai avevano messo in conto di poter affrontare problemi lavorativi tanto seri: “Io lavoro da 38 anni in Aeroflot, non abbiamo mai avuto problemi. Per noi questa è sempre stata una compagnia florida. Uno scenario del genere non ci sarebbe mai potuto venire in mente. Ci siamo trovati dall’oggi al domani in una situazione senza alcun precedente“.

I dipendenti al governo: “Ok sanzioni, ma sbloccate stipendi”

Un’altra dipendente, Francesca, ha aggiunto: “Lavoro qui da vent’anni, e in questa azienda mai ho ricevuto lo stipendio con un solo giorno di ritardo. Mai visti licenziamenti per causa ingiustificata. Ora a 47 anni mi devo ricollocare nel mondo del lavoro per le sanzioni imposte all’azienda per la guerra in Ucraina. A causa del conto bloccato sono costretti a usare la legge 223 per avvalersi del licenziamento collettivo per i 35 lavoratori italiani“. “La nostra compagnia sta vedendo quello che può fare – ha detto Libero Di Zillo, lavoratore di Aeroflot a Fiumicino –. Ma c’è questa chiusura da parte delle autorità italiane“.

Infine le parole di Andrey Dobrakov, direttore generale per l’Italia di Aeroflot: “Il governo italiano ha bloccato i nostri soldi che la nostra compagnia ha mandato per pagare stipendi, tasse e altri servizi. Abbiamo già mandato tre lettere dirette a ministeri e due alle banche, non c’è risposta. In Germania e in Inghilterra, nonostante le sanzioni per la guerra in Ucraina, i soldi sono arrivati senza problemi“.


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