Italia, economia mai così forte dal 1976: ecco cosa succedeva quell’anno

La crescita del 6,5% è senza precedenti da 45 anni. Il quadro dell'Italia di allora era molto diverso da oggi, ma con alcuni temi ricorrenti nei decenni

La bandiera italiana (Pixabay)
La bandiera italiana (Pixabay)
newsby Marco Enzo Venturini31 Gennaio 2022


Dopo anni bui di per sé, e resi ancora più drammatici dall’effetto Covid, l’economia dell’Italia torna a volare. Nel 2021 il tasso di crescita è stato infatti del +6,5%, come certificato dall’Istat. Ed è curioso riflettere su quanto sia cambiato il nostro Paese da allora. Con alcuni aspetti, però, che sono rimasti sostanzialmente in comune con allora.

La politica in Italia nel 1976: instabilità e crisi

Nel 1976, tanto per cominciare, in Italia ci furono tre Governi. I primi due furono presieduti da Aldo Moro (il terzo e il quarto della sua carriera politica), il terzo da Giulio Andreotti (al terzo mandato). Curioso il fatto che quest’ultimo fu chiamato “Governo della non sfiducia” o “di solidarietà nazionale“. Di fatto la “maggioranza” della DC era composta da 265 deputati e 138 senatori, mentre all’opposizione ce n’erano rispettivamente 365 e 177. Una soluzione resa possibile dall’astensione del Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer.

Nel giugno del 1976, peraltro, l’Italia andò alle urne. Si tennero infatti le elezioni anticipate a causa di una galoppante crisi interna al Partito Socialista con relativo scioglimento delle Camere. I risultati furono estremamente complessi da interpretare. Con il PSI sotto il 10%, i comunisti ebbero una crescita del +7% quasi raggiungendo la Democrazia Cristiana (34% a 38%). L’instabilità politica, insomma, era altissima.

Economia: dominava la crisi petrolifera

Peraltro la situazione dell’economia partiva da una stagione di importante stagnazione. Se il 2021 segue il 2020, che è stato l’anno più duro della storia della Repubblica, i problemi dell’Italia in quel 1976 avevano qualcosa in comune con i nostri. Si pensi infatti al prezzo del petrolio, praticamente quadruplicato un paio di anni prima dopo la guerra tra Egitto, Siria e Israele.

Per andare incontro ai problemi dei cittadini, pertanto, l’Italia cercò di ottenere aiuti comunitari. Ma il Fondo Monetario Internazionale pretendeva un massiccio intervento sui conti pubblici e sull’inflazione. Quest’ultima doveva scendere dal 17% ufficiale a una quota inferiore al 10%.

Aborto e diritti della donna nell’Italia del 1976

Riguardo ai temi sociali, inoltre, va ricordato per esempio che nel 1978 l’aborto era ancora considerato un reato in Italia e chi lo praticava rischiava fino a cinque anni di carcere. Era invece legale (dal 1970) il divorzio, ma lo era anche il delitto d’onore. In altre parole, il marito non era punibile per l’omicidio della moglie che lo avesse tradito. E sarebbe rimasto così fino al 1981.

Il 1976 fu peraltro il primo anno in cui anche i diciottenni furono ammessi al voto, aiutando il PCI nel proprio exploit elettorale. E almeno su questo fronte si può dire che l’Italia di oggi abbia fatto importanti passi in avanti da quella di 45 anni fa. Sebbene diversi problemi siano pericolosamente simili.


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