Capolavori perduti: le opere d’arte sparite durante la guerra e mai ritrovate

Tra le opere sparite vi sono anche alcuni capolavori dell’arte: celeberrimo il Ritratto di un giovane uomo di Raffaello, trafugato dai nazisti in Polonia

raffaello rubato
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newsby Benedetta Leardini18 Gennaio 2023


Un’opera d’arte francese che si credeva distrutta durante i bombardamenti del 1918 potrebbe trovarsi a casa di Madonna. Secondo la ricostruzione del quotidiano francese Le Figaro, la popstar americana avrebbe acquistato il quadro – ancora da verificare se si tratti dell’originale o di una copia antica – a un’asta di Sotheby’s nel 1989 per 1.3 milioni di dollari.

diana e endimione
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La tela, che ritrae la dea romana della caccia Diana e il pastore Endimione, è opera di Jérôme-Martin Langlois (1779-1838) ed era stata commissionata da Luigi XVIII per abbellire appunto la sala di Diana a Versailles. Comprata dallo Stato nel 1873, era finita ad Amiens e sistemata nel museo locale, bombardato nel 1918. Ora la sindaca della cittadina sul fiume Somme, Brigitte Fouré, ha lanciato un appello alla cantante nella speranza di avere in prestito il quadro per verificare se si tratti dell’originale misteriosamente sparito.

Il Raffaello rubato

Quello di Langlois non è certo un caso isolato: sono moltissime le opere scomparse in tempo di guerra e mai ritrovate, tra cui anche alcuni capolavori dell’arte. Celeberrimo il Ritratto di un giovane uomo di Raffaello, presumibilmente un autoritratto realizzato intorno al 1513-14. Tra fine Settecento e inizi Ottocento il dipinto venne acquistato da un principe polacco che lo portò a Cracovia. Dopo l’invasione della Polonia, il quadro divenne parte della collezione del nazista Hans Frank, ma quando quest’ultimo fu arrestato, nel 1945, il dipinto non fu trovato tra le sue proprietà. Si ritiene che valga più di 100 milioni di dollari.

La camera d’ambra

Perduta durante la Seconda guerra mondiale anche la Camera d’Ambra, una sala del Palazzo di Caterina di Carskoe Selo, vicino a San Pietroburgo, decorata con pannelli d’ambra ricoperti di foglia d’oro e specchi. Regalo allo zar Pietro il Grande del principe prussiano Federico Guglielmo I, le decorazioni della sala vennero saccheggiate dai soldati nazisti. Nel 2003 la sala è stata ricostruita come doveva apparire all’epoca, ma l’ubicazione dell’originale resta un mistero.

camera d'ambra
La camera d’ambra originale in una foto d’epoca | WikiCommons pubblico dominio

Le opere trafugate in Italia

Solo in Italia, secondo il giornalista Salvatore Giannella, autore del libro Operazione salvataggio, delle migliaia di opere trafugate durante il fascismo e la Seconda guerra mondiale almeno 1.653 pezzi non sarebbero ancora stati restituiti. Si tratta di 800 dipinti, decine di sculture, arazzi, tappeti, mobili, strumenti musicali tra cui violini Stradivari, e centinaia di manoscritti.

Emblematico il caso della biblioteca del Ghetto di Roma. Nel 1943, due giorni prima della retata, vengono confiscate la biblioteca del Collegio Rabbinico e quella della Comunità romana. La prima è stata ritrovata nel 1948 ma della seconda si sono perse le tracce. Perduti 8mila volumi, 28 incunaboli, 183 edizioni a stampa cinquecentesche, di cui alcune edite a Venezia, testi del Cinquecento provenienti da Costantinopoli, Salonicco, Cracovia e Lublino, trattati del filosofo persiano Avicenna e commenti trecenteschi alle opere del filosofo arabo Averroè.


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