Sciopero benzinai, rifornimenti dell’ultimo minuto: “Vendite raddoppiate”

Lo sciopero si svolgerà dalle dalle 19 di oggi, martedì 24 gennaio, alle 19 del 26 gennaio sulla rete ordinaria

Sciopero dei benzinai
Foto | Pixabay @Skitterphoto
newsby Sara Iacomussi24 Gennaio 2023


Per 48 ore gli italiani non potranno fare benzina. Salvo un accordo in extremis, che ormai sembra improbabile, gli impianti di rifornimento carburanti, compresi i self service, resteranno chiusi per sciopero dalle 19 di oggi, martedì 24 gennaio, alle 19 del 26 gennaio sulla rete ordinaria e dalle 22 di stasera alle 22 del 26 gennaio sulle autostrade. La situazione ha spinto molti automobilisti ad approfittare delle ultime ore di disponibilità dei benzinai per fare il pieno.

Si registrano già da ieri vendite eccezionali di carburante, il doppio delle vendite di una giornata normale“, racconta Enzo Nettis, titolare di un distributore di benzina a Torino e presidente Faib-Confesercenti Torino.  “Questo vuol dire che l’utenza ha capito che lo sciopero è una cosa seria e che andremo avanti a meno che il Governo non faccia un passa indietro. Ci fa pensare che lo sciopero sia già riuscito“, aggiunge.

Le ragioni dello sciopero dei benzinai

Lo sciopero è stato organizzato da Faib, Fegica e Figisc-Anisa per protestare contro le misure del decreto Trasparenza sui prezzi dei carburanti e in particolare contro l’esposizione del cartellone con il prezzo medio regionale settimanale e le sanzioni previste in caso di mancato rispetto della pubblicità dei prezzi. Giuseppe Sperduto, il presidente della Faib Confesercenti, ha ribadito che i benzinai chiedono di “correggere il decreto Trasparenza abrogando il cosiddetto cartellone e sostituendolo, se del caso, on un QR-Code o un’app o con dispositivi luminosi a distanza in modo da sgravare i benzinai già oggi oberati da obblighi di comunicazioni e di conseguenza depennare le ulteriori sanzioni che non avrebbero senso in mancanza di adempimenti“.

Sperduto ha aggiunto che “la vera speculazione si annida nella grande evasione Iva che ancora impatta sulla rete e nell’inaccettabile illegalità contrattuale che genera quel fenomeno di caporalato petrolifero che sottrae oltre una decina di miliardi di euro all’anno alle casse dello Stato, secondo le fonti ufficiali“. Ha aggiunto che “se di un decreto si sente il bisogno per la trasparenza e la legalità è di un decreto contro l’illegalità contrattuale: solo così si può assestare un colpo a chi realmente specula truffando lo Stato“.


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