Roma: viaggio nella nuova occupazione dell’estrema destra

Gli inquilini abusivi garantiscono: "Politicamente Casapound non c'entra". Ma in questa zona litoranea di Roma Capitale il fenomeno non è nuovo

Roma: viaggio nella nuova occupazione dell'estrema destra
Roma: viaggio nella nuova occupazione dell'estrema destra
newsby Redazione6 Maggio 2020


Circa una settimana fa una ventina di famiglie italiane ha occupato questi stabili per l’emergenza abitativa. In questa crisi, questa è una protesta da parte dei cittadini italiani che si prendono questo posto per andarci a vivere con i loro bambini“: è la spiegazione che viene fornita da chi alle porte di Roma sta lavorando per rendere abitativa Area 121. “Questo stabile è di proprietà del ministero della Difesa. Non possono esistere posti abbandonati quando ci sono tanti italiani in emergenza abitativa“.

Roma: la storia degli occupanti

Il racconto di Luana, occupante, che ha lasciato il suo appartamento di Roma: “Sono stata costretta ad occupare, perché ho un lavoro precario. A più di quarant’anni non ho un lavoro fisso, non posso pagare la retta mensile della casa in cui sto. Non faccio differenza tra italiani e stranieri, siamo tutte persone umane. Ma ho vissuto al’estero per tanto tempo e sono stata ultima della lista anche io, dalla mia terra mi aspetterei una piccola priorità“.

Daniele Falcetta racconta la sua storia e garantisce che l’estrema destra, che in questa zona della Città Metropolitana di Roma ha preso il sopravvento, c’entra poco: “Mi chiamo Daniele, e sopravvivo. Non ho più un lavoro, non più niente, non sappiamo dove sbattere la testa. Ho avuto una vita faticosa, ho avuto un incidente nel 2001 e da quel giorno ho affrontato una serie di interventi. La nostra coscienza è a posto, qui Casapound politicamente non c’entra nulla, io non ho neanche mai votato. Non ho fatto richiesta di casa popolare, perché so in Italia come funziona. Sembra che aiutino tutti tranne gli italiani qua“.

La versione dell’amministrazione

Ostia, frazione litoranea del comune di Roma Capitale, è diventata una delle roccaforti dell’estrema destra negli ultimi anni. Ne parla Antonio di Giovanni, capogruppo M5S municipio Ostia: “La storia parla per conto loro. La storia di Casapound è ricca di questi atti border line, che a volte superano il confine. Come Movimento 5 Stelle non possiamo che condannare qualunque atto di illegalità. Chiunque lo compia, che lo compia Casapound o altro movimento. L’attivismo di Casapound non ci preoccupa assolutamente, anche perché ogni movimento fa le sue azioni politiche e se ne assume anche le responsabilità“.


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