Da Roma a Milano, le voci degli studenti in piazza contro il Governo

"Vogliamo mandare un messaggio al governo: siamo studenti con delle idee e delle proposte per questo Paese e vogliamo che vengano ascoltate"

newsby Redazione18 Novembre 2022



Questa mattina gli studenti delle superiori e delle università sono scesi nelle piazze di diverse città italiane per manifestare contro il Governo e rivendicare il diritto allo studio. A Roma hanno organizzato un corteo che dovrebbe arrivare fino a sotto il Ministero dell’Istruzione a Trastevere. “Manifestiamo contro il Governo e contro il concetto di merito. Usare questa parola senza tenere conto delle disuguaglianze in partenza rischia di essere un concetto discriminatorio. Siamo una forza che si mobilita con delle idee e delle proposte: dall’alternanza scuola lavoro fino ad un serio piano di investimento nell’edilizia scolastica. Questo è quello che ci aspettiamo oltre ad una interlocuzione, anche se non ci aspettiamo molto“.

Gli studenti chiedono di essere ascoltati

Siamo in piazza a Roma e in altre quaranta città d’Italia per lanciare un messaggio al governo Meloni, al ministro Valditara, alla ministra Bernini: vogliamo dimostrare che gli studenti e le studentesse sono attenti al diritto allo studio e che sono pronti a mobilitarsi appena ogni diritto verrà toccato“, ha spiegato uno dei manifestanti. “Vogliamo mandare un messaggio al governo: siamo studenti con delle idee e delle proposte per questo Paese e vogliamo che vengano ascoltate“, ha sottolineato un’altra manifestante.

“Merito? Concetto profondamente classista”

Quello di “merito” è un concetto “profondamente classista, che non prende in considerazione le differenze socioculturali degli studenti e delle studentesse e che punta a selezionare e dividere. Il nostro modello di scuola, invece, punta a portare tutti allo stesso livello e a garantire un’istruzione pubblica accessibile e gratuita a chiunque“.

Gli studenti chiedono al PD di non strumentalizzarli


Non sono mancate delle parole dure anche nei confronti delle forze di opposizione, rivolte in particolare al Partito Democratico (PD). “Il PD e il centrosinistra cercano di strumentalizzarci per becere questioni di consenso. Sono gli stessi che hanno ucciso gli studenti morti per i PCTO, ci manganellavano e tagliavano i fondi all’istruzione.”
Numerosi anche gli slogan contro la NATO che chiedevano un allontanamento dell’Italia dall’Alleanza.

Milano: in centinaia per la manifestazione No contro il governo


Il No Meloni Day non vuole nemmeno concentrarsi solo sulla Meloni. Lei è un simbolo. E noi usiamo questo simbolo per parlare di una politica che non ci rappresenta“. Queste le parole di un portavoce alla manifestazione studentesca “No Meloni Day“, partita da Piazza Cairoli a Milano e che ha visto la partecipazione di un migliaio di studenti e attivisti. Tra i cartelli e slogan esposti contro il governo, molti sono mirati al presidente del Consiglio. Un cartello recita: “Meloni Clown“.

Protesta Milano: i manifestanti imbrattano di vernice ufficio Eni


Durante la manifestazione studentesca a Milano, alcuni partecipanti si sono recati di fronte ad un ufficio Eni e hanno imbrattato la saracinesca, lasciandosi poi alle spalle una pozza di vernice.

Milano: studenti si siedono e mostrano mani colorate di rosso


A Milano, gli studenti si sono seduti in prossimità della sede di Assolombarda e hanno alzato le mani colorate di rosso, in segno di denuncia per i giovani che hanno perso la vita durante l’alternanza scuola-lavoro nei mesi scorsi.

Protesta degli studenti anche a Firenze


Anche a Firenze i ragazzi hanno manifestato davanti al palazzo della Regione. “A livello nazionale c’è una grossa ondata di malcontento per come è stato rinominato il Ministero dell’Istruzione. Il merito? Una cosa assurda che mette a rischio un diritto, io dovrei stare a degli standard per poter garantire lo studio. Ci sarà di nuovo l’alternanza scuola lavoro con tirocini a gratis. Chiediamo che vengano riconosciuti i problemi reali dell’università. Qui a Firenze c’è un grosso problema degli alloggi, prezzi altissimi. Poi c’è stato un peggioramento dei trasporti“, ha riferito Alessandro della rete dei collettivi universitari. “Vogliamo avere degli spazi garantiti, i materiali, lezioni e orari certi. Dopo la pandemia è peggiorato tutto”, ha aggiunto Chiara dell’Accademia di Belle Arti.


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