Incendio Milano, si indaga su effetto lente: di cosa si tratta

I raggi del sole potrebbero aver surriscaldato una bottiglia di vetro presente su un balcone al quindicesimo piano: è l'effetto lente

newsby Linda Pedraglio6 Settembre 2021

A una settimana dallincendio che ha colpito il palazzo di via Antonini a Milano, si continua a indagare sulle possibili cause dietro le fiamme che hanno devastato il grattacielo. Secondo quanto emerso dalle indagini, a provocare le fiamme potrebbe essere stato il cosiddetto effetto lente. Dunque, non un cortocircuito, come si era ipotizzato inizialmente. Ma cosa si intende esattamente per effetto lente?

Effetto lente: che cos’è

L’ipotesi è la seguente. Un oggetto di vetro presente sul balcone del 15esimo piano avrebbe riflesso i raggi solari in direzione di un altro materiale, facendogli prendere fuoco. L’oggetto in questione potrebbe essere una bottiglia di vetro lasciata sul balcone dal proprietario assente da giugno e diventata involontariamente un innesco di incendio. Al momento, non ci sono certezze, ma si tratta di una nuova ipotesi da approfondire. La teoria dell’effetto lente è attualmente al vaglio degli investigatori dei Vigili del Fuoco e degli inquirenti. Sembra invece esclusa la pista del cortocircuito. Infatti, gli inquilini dell’appartamento al quindicesimo piano avrebbero staccato la corrente prima di partire per le vacanze. L’informazione è stata confermata anche dal custode del palazzo di via Antonini.

Effetto camino: che cos’è

A favorire il propagarsi delle fiamme sarebbe stata inoltre la pannellatura di rivestimento della torre. Essa avrebbe agito da conduttore, secondo quanto emerso dalle analisi del Nucleo Investigativo Antincendio dei Vigili del Fuoco. Mentre le indagini tentano di fare chiarezza in merito, un altro aspetto da considerare è il ruolo dell’intercapedine che, forse insieme al materiale di rivestimento, avrebbe creato un effetto camino, facendo correre il fuoco verso il basso e verso l’alto. Questo fenomeno, detto “effetto camino”, è spesso responsabile della improvvisa evoluzione violenta di incendi inizialmente ritenuti di dimensione modesta.

Bardazza: “Devo entrare il prima possibile”

Chiederò l’autorizzazione per poter entrare nel palazzo il prima possibile“. Così ha commentato l’ingegnere Massimo Bardazza, esperto incaricato dai legali del condominio di via Antonini 32, per comprendere le cause dell’incendio. L’ingegnere, che ha indagato su tragedie come il treno esploso a Viareggio, la strage aerea di Linate e la palazzina fatta esplodere in via Brioschi, sa perfettamente che in questi casi non c’è tempo da perdere. Al di là del ruolo determinante giocato dai pannelli del rivestimento, occorre individuare che cosa possa aver innescato le fiamme. “Prima di poter esprimere qualunque opinione devo entrare in quell’appartamento” conclude Bardazza.

 

 

Tag: effetto caminoeffetto lenteincendio milanoMassimo BardazzaTorre dei MoriVia Antonini