Cosa portare in un bunker antiatomico per non morire

Il governo USA presentò un prontuario già negli anni '50 e '60, con consigli ancora validi: ecco quindi gli accorgimenti nella (si spera) remota eventualità di doversi rifugiare in un bunker antiatomico

Una donna riparata in un unker antiatomico guarda il mondo esterno
Foto | Pixabay | -MayaQ-
newsby Marco Enzo Venturini10 Marzo 2022


La guerra tra Russia e Ucraina sta generando una crescente psicosi in buona parte del mondo, a partire dall’Europa. Le ragioni per avere paura non mancano, in considerazione del fatto che la minaccia di guerra nucleare, per quanto remota, esiste. Tanto da mettere in conto l’eventualità di ricorrere a un bunker antiatomico.

Allestirne uno non è certo impresa facile, sia dal punto di vista economico che da quello logistico. Sono tanti gli aspetti da tenere in considerazione, non ultimi quelli organizzativi. Ad esempio: nella triste e (speriamo) remotissima eventualità ci si debba effettivamente rifugiare, cosa bisogna portare con sé in un bunker antiatomico? E quali sono gli accorgimenti indispensabili per non andare incontro alla morte in un luogo che avrebbe dovuto rappresentare la nostra salvezza?

Bunker antiatomico: cosa controllare e cosa portare con sé

Nel corso dei decenni, risposte a queste domande sono arrivate. Prevalentemente dagli Stati Uniti, dove soprattutto negli anni ’60 il terrore che la Guerra Fredda si tramutasse in conflitto nucleare aveva indotto il Governo a predisporre addirittura dei documenti in merito. Se quindi già abbiamo visto come si fa a costruire un bunker antiatomico, vediamo ora cosa è necessario portare con noi.

Interno di un bunker antiatomico
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Sembra banale ma non lo è: la prima cosa che non può mancare… è l’aria. In caso di emergenza e condizioni realmente estreme, infatti, vale la “regola del tre”. La sopravvivenza è possibile per ben tre settimane senza cibo, per soli tre giorni senza acqua, per tre ore senza un riparo sicuro, ma appena per tre minuti se manca l’aria. Dato che, se ci troviamo in un bunker antiatomico, le nostre risorse saranno facilmente ridotte, prima ancora di stipare viveri sugli scaffali, è indispensabile verificare i sistemi di aerazione del luogo che ci ospiterà.

Questo, inevitabilmente, non si limita alla libera circolazione di aria fresca. Quella dell’ambiente circostante, infatti, potrebbe essere contaminata da un attacco biologico, chimico o appunto nucleare. Bisogna quindi essere certi che il bunker antiatomico abbia un sistema di filtraggio dell’aria funzionante ed efficace, a prova di arma di distruzione di massa (ed eventuali rischi di contaminazione).

Indispensabile, poi, portare con noi acqua e anche cibo. La scelta di quest’ultimo va fatta però in maniera oculata, per evitare di essere circondati di materiale deperibile che nel corso del tempo possa tramutarsi in pericolosa spazzatura inutilizzabile e magari non smaltibile. In tal senso sono utilissimi i consigli del Governo USA risalenti al 1955 (amministrazione Eisenhower) e al 1962 (amministrazione Kennedy). Entrambe fornirono un “kit ideale” per chi si trova in un bunker atomico.

Riveduti e corretti, quei consigli sono validi ancora oggi. Ci sono alimenti la cui durata può raggiungere e superare l’anno, qualora si ritenga di doversi rifugiare nel bunker antiatomico per un lasso di tempo cospicuo ma non troppo. Una fonte di proteine che potrebbe fare al caso nostro, per circa un anno, è la carne essiccata. Durata simile anche per caramelle, gelatine e cioccolato fondente. Non il massimo della dieta, ma potrebbero aiutarci nell’apporto di zuccheri.

Altri alimenti, però, sono ancora più indicati per la loro durata più estesa. E, in certi casi, addirittura illimitata. Fagioli e lenticchie, per esempio, se correttamente conservati possono durare qualcosa come trent’anni. Stessa possibile durata anche per il riso bianco, purché si trovi in confezioni sottovuoto. Un grande classico dei film apocalittici sono poi ortaggi, zuppe, legumi, verdure, frutta e addirittura carne in confezioni di latta. Le famose “conserve della nonna“, come lo stesso Governo Usa le definì. Ebbene, è tutto vero: nel nostro bunker antiatomico tali alimenti possono resistere fino a cinque anni. Fanno eccezione quelli più acidi, come frutta o pomodori: in tal caso è meglio lasciar perdere se è trascorso più di un anno e mezzo. Cinque anni anche per una crema dolce e super energetica, poco diffusa in Italia, ma che potrebbe essere riscoperta: il burro di arachidi.

Conserve alimentari, perfette per un bunker antiatomico
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Infine, ci sono prodotti che non deperiscono mai. Come ci ha insegnato il sagace film di animazione del 2016 “Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia“, tra essi spiccano i liquori. Certo, un uso poco controllato di essi durante una guerra nucleare non è indicatissimo, ma nel bunker antiatomico resisteranno per sempre. Lo stesso vale per alimenti sicuramente più salutari, come il miele. O il latte in polvere, che però (come il riso) bisogna conservare con grande cura. E occhio anche al caffè solubile, che la maggior parte degli italiani detesta ma che conservato in freezer sostanzialmente non scade. E con latte, caffè e alcool a volontà, quantomeno mattina e sera potranno scorrere più agevolmente. Anche se ci stiamo nascondendo da una guerra atomica.


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