Covid, richiamo del vaccino Moderna in arrivo: che cosa dicono gli esperti

Nuovo booster disponibile già in agosto, ma è davvero necessario? I virologi, stavolta, sembrano più uniti del passato sulla pericolosità del Covid

Una fila di fiale di vaccino anti Covid
Foto | Pixabay | torstensimon
newsby Marco Enzo Venturini22 Giugno 2022


I numeri del Covid stanno tornando a crescere anche in Italia, e la scienza è pronta a rispondere. Nel giro delle prossime settimane sarà infatti disponibile il nuovo richiamo del vaccino, quello contro Omicron 4 e 5. Lo ha annunciato Moderna, spiegando quanto tempo manca e che cosa cambierà. Ancora una volta, però, sulla questione arriva l’opinione gli esperti. Che, rispetto agli ultimi tempi, sembrano generalmente più uniti.

L’annuncio di Moderna

Iniziamo dall’annuncio, affidato al ceo di Moderna Stéphane Bancel. “Siamo in presenza di un potenziale aumento delle infezioni Sars-CoV-2 a inizio autunno – ha sottolineato –. Per questo ci stiamo preparando a fornire il nostro vaccino booster bivalente a partire da agosto“. Il candidato a diventare il prossimo richiamo contro il Covid è il vaccino mRna-1273.214. “Presenta potenti risposte anticorpali neutralizzanti contro BA.4 e BA.5, ossia Omicron 4 e 5“, ha garantito Bancel.

Ricordiamo che già da inizio mese la diffusione della sottovariante BA.5 di Omicron è andata incontro a un importante aumento in Italia. Se all’inizio di maggio la diffusione della sottovariante era pari allo 0,41% (come rilevato dall’Istituto Superiore di Sanità), già un mese dopo è arrivata al 13%. Sul richiamo del vaccino le opinioni sembrano però più positive rispetto al recente passato. Estremamente critico sull’eccesso di cautele in questi mesi, l’infettivologo del Policlinico San Martino ha recentemente dichiarato a: “Il booster Moderna è bivalente, e copre sia dalla variante originale del Covid che da Omicron. Questo fatto è molto positivo, e io il richiamo lo farei a tutti. Anzi, è il caso di organizzarsi in vista dell’autunno“.

Covid, perché Omicron 5 spaventa

Il problema deriva dal livello altissimo di trasmissibilità della sottovariante Omicron 5. “Eravamo già in pre allerta per un rialzo dei contagi in autunno – ha affermato il virologo Fabrizio Pregliasco. Ma la presenza di questa nuova variante Omicron BA.5 ci ha sorpreso. Questo virus presenta una contagiosità estrema, superiore addirittura a quella del morbillo e della varicella, con un R0 che oscilla tra i 15 e i 17. Basti pensare che la variante di Wuhan aveva un R0 di 2,5, mentre la Delta di 7. La buona notizia è che il Long Covid è presente, ma in percentuali minori rispetto alle altre varianti“.

Della stessa linea anche Walter Ricciardi, da cui arriva un altro richiamo alla prudenza. “È plausibile che il picco dell’ondata estiva di contagi Covid possa essere registrato a fine luglio – ha dichiarato il docente di Igiene all’Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza –. Poi fare previsioni è sempre difficile, visto che questo virus non ha mai dato certezze. Con Omicron 5, però, che è contagiosissima, anche assembramenti all’aperto, se si sta troppo vicini senza mascherina, sono rischiosi“.

Opinioni discordanti, invece, da parte di illustri nomi dell’ospedale Sacco di Milano. “La Omicron 5 dà una patologia simil-influenzale e come tale dobbiamo trattarla. Nessun isolamento, solo precauzioni per evitare la trasmissione“. Così Maria Rita Gismondo, la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze della struttura. Più prudente l’ex direttore del reparto malattie infettive, Massimo Galli. “Covid ormai un’influenza? Non credo che i tempi siano ancora maturi per dirlo e per arrivare a una gestione ordinaria – ha affermato –. Resto cauto vista la comparsa sulla scena di una nuova sottovariante, la Omicron 5, che potrebbe darci qualche problema. Abbiamo una malattia meno patogena, ma questo non vuol necessariamente dire che il virus si è ‘rabbonito’. Ci sono infatti anche tanti vaccinati e questo potrebbe rendere difficile al virus portare alla malattia grave“.


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