Siccità, i rimedi: tutte le misure anti emergenza Regione per Regione

I danni all'agricoltura sono già di un miliardo in Piemonte, due in Lombardia: arrivano quindi le prime risposte contro l'emergenza siccità

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newsby Marco Enzo Venturini22 Giugno 2022


La siccità, da allarme generale, si sta tramutando in una reale emergenza in tutta Italia. Tanto da evocare lo spettro dello stato di calamità in un numero sempre più alto di zone del Paese. C’è chi ha già attuato i primi razionamenti, mentre l’agenzia AGI ha denunciato che alcuni agricoltori della provincia di Pavia si sono addirittura rubati della preziosa acqua tra loro. Nel frattempo però sono tante le misure che le Regioni hanno già adottato per contrastare il fenomeno.

Cominciamo da alcuni dati, che danno il senso della gravità del momento. Il fiume Po è in secca come non è mai stato, avendo già superato il record negativo del Ferragosto di un anno fa. Si trova infatti a -3,3 metri rispetto allo zero idrometrico, con danni ingenti per l’agricoltura. La siccità sta già incidendo in maniera molto severa sui raccolti di grano, riso, mais, altri cereali, girasole, soia. Ma anche sui foraggi, indispensabili per l’alimentazione degli animali da fattoria e pascolo.

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A tremare è l’intero ecosistema della Pianura Padana. La grave mancanza di acqua minaccia infatti più del 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento di tutta Italia. E non solo, dato che lo stress dovuto al caldo torrido sta portando le mucche a produrre anche il 10% in meno rispetto al solito quantitativo di latte. “I danni della siccità all’agricoltura sono già stimati a oggi in un miliardo“, è la tragica ammissione del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Ma in Lombardia le stime parlano già di due miliardi di danni.

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Proprio il Piemonte è una delle Regioni più colpite dall’emergenza. E infatti il razionamento dell’acqua riguarda già più di 200 Comuni. La prima a muoversi sul suo intero territorio è stata però l’Emilia-Romagna, che ha già dichiarato lo stato di emergenza regionale in data 21 giugno. Il presidente Stefano Bonaccini ha invitato tutti i Comuni a emettere ordinanze per ridurre gli utilizzi di acqua non indispensabili. Tra essi spicca il lavaggio delle automobili. Siccità particolarmente severa nelle province di Ravenna e Ferrara, le ultime bagnate dal Po (ora secco). Qui le misure emergenziali, diversamente dal resto della Regione, riguardano l’acquedotto.

La situazione per il momento resta relativamente più serena in Lombardia. Ma il presidente Attilio Fontana ha ammonito: “Per adesso non si parla ancora di razionamento dell’acqua per usi civili. Al momento stiamo intervenendo per risolvere il problema nell’uso agricolo“. Il tempo però scarseggia: ci sono solo 8-9 giorni per salvare il primo raccolto. Razionamento in corso in molti Comuni del Veneto (soprattutto nella provincia di Verona). Ma per ora nessun provvedimento regionale: solo un “decalogo di consigli” voluti dal presidente Luca Zaia. Contro la siccità si muove anche il Trentino-Alto Adige. Qui c’è Ronzo-Chienis, il primo Comune d’Italia in cui l’acqua è chiusa di notte, dalle 23 alle 6.

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In Toscana si punta a una soluzione diversa, con il presidente Eugenio Giani che ha chiesto di realizzare una legge regionale per la realizzazione di bacini, invasi e punti di raccolta acqua sia per fini agricoli che per usi civili. Intanto a Livorno chi usa l’acqua potabile per scopi diversi da quelli igienico-domestici è soggetto a una multa dai 100 ai 500 euro. Il Lazio sta per entrare in stato di calamità, e il presidente Nicola Zingaretti ha promesso l’invio ai sindaci delle prime misure di contenimento della siccità. I razionamenti per i terreni agricoli sono già stati avviati a Frosinone e a Latina. Reggono Campania, Molise e Basilicata, mero preallarme in Puglia e Calabria. Buone le scorte d’acqua anche in Sicilia e Sardegna.


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