Ucraina, tregua a Mariupol. Chernobyl, soldati russi “esposti a radiazioni”

La cronaca del 36esimo giorno di guerra in Ucraina, tra combattimenti sul campo e sforzi diplomatici: tutti gli aggiornamenti

Ospedale Mariupol Ucraina
Foto | Wikimedia Commons
newsby Redazione31 Marzo 2022


Nell’attesa che domani, venerdì 1° aprile, riprendano in videocollegamento i negoziati di pace, scatta oggi a Mariupol, nel Sud dell’Ucraina, una tregua nella città sotto assedio russo da settimane. Il cessate il fuoco temporaneo è iniziato alle 10 del mattino, ora locale, “esclusivamente a scopi umanitari”.Lo ha annunciato Mikhail Mizintsev, capo del Centro di controllo della difesa nazionale di Mosca.

Anche se da Kiev viene precisato che il cessate il fuoco riguarda solo i corridoi umanitari e che la città “è ancora sotto attacco”. Il corridoio parte da Mariupol e arriva fino a Zaporizhzhia, passando per il porto di Berdyansk. Altri due corridoi sono invece attivi per l’evacuazione di civili da Energodar e Melitopol. A confermalo è stata, su Telegram, la vicepremier Iryna Vereshcuk, annunciando l’invio da parte di Kiev di 45 autobus verso Mariupol.

Nelle scorse ore i bombardamenti russi sulla città portuale hanno colpito anche un edificio della Croce Rossa e la sede della missione Ue. Mariupol è la città che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva rievocato durante il suo discorso al Parlamento italiano, mettendola a confronto con Genova. In copertina, una foto dell’ospedale cittadino distrutto dalle bombe.

In risposta alle sanzioni contro la Russia, Mosca ha vietato l’ingresso ai leader europei. È quanto ha annunciato il ministero degli Esteri. Confermiamo che qualsiasi ulteriore azione ostile da parte dell’Ue e dei suoi Stati membri incontrerà inevitabilmente una dura risposta“, ha aggiunto il dicastero.

Al termine di un vertice virtuale di ministri convocato da Londra, Ben Wallace, il ministro della Difesa britannico, ha reso noto che più di 35 Paesi alleati si sono impegnati a inviare veicoli corazzati e munizioni di artiglieria all’Ucraina per respingere le truppe russe.

Ucraina, Zelensky: “De-escalation russa? Non ci crediamo”

Intanto, Zelensky in televisione ha affermato che i colloqui di pace continuano, “ma per il momento ci sono solo parole, niente di concreto”. Inoltre, ha dichiarato di non credere alle promesse del Cremlino di ridurre la sua presenza militare a Kiev. Parlando della telefonata di ieri con il presidente degli Usa, Joe Biden, ha ribadito che il sostegno americano è vitale per il suo Paese e che “questo momento è un punto di svolta”.


Washington continua nel frattempo a valutare ulteriori sanzioni contro Mosca; mentre, confermando le indiscrezioni di stampa, la direttrice della comunicazione della Casa Bianca, Kate Bedingfield, ha precisato che i vertici delle forze armate avrebbero “mal informato” Vladimir Putin sull’offensiva russa in Ucraina. Pertanto ci sarebbero delle “tensioni” fra il leader russo e alcuni suoi consiglieri.


A non credere alle voci di ritirata dei russi è anche la Nato. Nella conferenza stampa di presentazione del rapporto annuale 2021, il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, ha infatti reso noto che, “secondo l’intelligence, Mosca non si sta ritirando, ma anzi vuole rafforzare la sua operazione militare in Donbass e mantenere la sua pressione su Kiev. Ci possiamo dunque aspettare altre azioni militari e ancora più sofferenza”.

Ambigua, invece, la posizione di Mosca. Mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, torna a ribadire che un incontro Putin-Zelensky è possibile solo dopo un accordo scritto fra le delegazioni di negoziatori, dalla Cina il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, lancia un monito agli occidentali. Alla terza conferenza ministeriale dei Paesi vicini all’Afghanistan (Russia, Cina, Iran, Pakistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan) ha infatti affermato che considera inaccettabile la presenza di qualsiasi infrastruttura militare statunitense o Nato nei paesi dell’Asia centrale al confine con l’Afghanistan.

La cronaca dal fronte: 134 civili uccisi nella regione di Mykolaiv

Passando al fronte, il sindaco di Irpin, Oleksandr Markushin, ha rivelato che “metà della città è stata distrutta e che le macerie non sono state rimosse”. Dalla regione di Mykolaiv arriva un bilancio delle vittime dall’inizio dell’offensiva russa, con 134 civili uccisi. Igor Terekhov, sindaco di Kharkiv, nell’Est dell’Ucraina, ha invece affermato che l’esercito russo ha distrutto il 15% degli edifici residenziali della città.

E volano accuse reciproche fra russi e ucraini. Secondo il generale Mizintsev, infatti, dei “civili sono intrappolati a Kharkiv e non possono andarsene per vie sicure perché gli ucraini continuano a sparare con mitragliatrici pesanti contro gli edifici residenziali della città”. Citato dalla Tass, Mizintsev ha anche confermato che la Russia ha consegnato all’Ucraina 6.521 tonnellate di carichi umanitari dal 2 marzo effettuando 703 azioni umanitarie.

La Pravda Ucraina, citando il capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, riporta invece che l’esercito di Mosca ha sparato nella notte proiettili al fosforo nella parte centrale della regione. “I russi hanno sparato contro Maryinka, Krasnohorivka e Novomykhailivtsi nella regione di Donetsk con proiettili al fosforo”, ha detto su Telegram. Kyrylenko ha infine aggiunto che “11 feriti sono stati portati in ospedale, quattro di loro sono bambini”.


Il ministero della Difesa di Mosca ha invece fatto sapere che le forze armate russe hanno colpito la base militare ucraina di Krasnopol“La roccaforte dei nazionalisti ucraini è stata distrutta da un colpo di artiglieria ad alta precisione. La mira è stata presa grazie al calcolo del drone Uav”, ha scritto il ministero su Twitter pubblicando un video del raid.

Chernobyl, soldati russi “esposti a radiazioni nucleari”

Intanto, il Pentagono rende noto che le forze russe hanno iniziato il ritiro dalla zona della centrale nucleare di Chernobyl. Secondo fonti della difesa americana, “l’area della centrale nucleare, occupata dai russi dal 24 febbraio, è una delle zone che le forze di Mosca stanno lasciando per riposizionarsi in Bielorussia”. E proprio i media bielorussi riportano notizie allarmanti, secondo le quali centinaia di soldati russi sarebbero ricoverati in un ospedale specializzato dopo aver riportato “sintomi acuti da contaminazione nucleare”.

Il primo a riferirlo è stato su Facebook, riferisce UnianYaroslav Yemelyanenko, membro del Consiglio di pubblica sicurezza per la “zona rossa” di Chernobyl; vale a dire l’area di esclusione (o di alienazione) attorno alla centrale atomica. Un perimetro ancora oggi fortemente contaminato dal disastro del 1986 e pertanto interdetto al passaggio degli esseri umani. Dove invece le truppe russe non solo sarebbero entrate, ma dove avrebbero scavato perfino delle trincee. Questa è la testimonianza di alcuni lavoratori della centrale riportata dalla Reuters.

Zelensky accolto dalla Camera belga con l’inno dell’Ucraina


Dopo un’introduzione del presidente della Camera belga Eliane Tillieux, l’inno nazionale ucraino è stato suonato dal vivo da un violoncellista e un violinista per accogliere l’intervento di Zelensky. Il presidente si è alzato in piedi nel suo ufficio con la mano sul cuore.


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