È ufficiale: dal 1° aprile il gas russo dovrà essere pagato in rubli

Gli acquirenti dei “Paesi ostili” dovranno aprire conti speciali nella Gazprombank per il cambio di valuta: “Altrimenti interromperemo le forniture”

Il presidente della Russia, Vladimir Putin
Foto Pixabay | DimitroSevastopol
newsby Lorenzo Grossi31 Marzo 2022


Vladimir Putin ha firmato il decreto presidenziale con il quale imporrà ai cosiddetti “Paesi ostili” il pagamento in rubli nel commercio di gas naturale russo. Nonostante le rassicurazioni date all’Ue nelle scorse ore, lo ‘zar’ sospenderà i contratti attivi qualora gli acquirenti non pagheranno con la valuta della Federazione Russa. Per farlo, dovranno aprire conti speciali nella Gazprombank, la banca controllata dallo stato, per il cambio di valuta estera. A dare notizia del passo indietro è stato lo stesso leader russo, spiegando che le nuove regole entreranno in vigore da domani, venerdì 1° aprile 2022.

Secondo quanto riporta la Tass, Putin ha sottolineato che il pagamento del gas in rubli “è un passo verso la sovranità finanziaria della Russia”. Questo perché “se non vengono effettuati in questo modo, lo considereremo come un inadempimento degli impegni, con tutte le implicazioni che ne derivano”. Così, dopo la diffusione della notizia, il prezzo del gas in Europa è balzato. Ad Amsterdam le quotazioni sono salite a 127 euro al Mwh, per poi ripiegare a 123 euro con un rialzo dell’1,5%. A Londra, il prezzo sale a 302 penny al Mmbtu, in rialzo del 5,6%.

Le possibili deroghe sul gas pagato in rubli

Il decreto prevede anche delle possibili deroghe. Tuttavia il Cremlino non ne spiega i criteri. Come riporta la Tass, i casi in cui sarà autorizzato il pagamento non in rubli saranno individuati dalla commissione governativa che vigila sugli investimenti stranieri. La procedura di autorizzazione di tali permessi verrà approvata entro dieci giorni. Si legge questo nel decreto.

“Si concede alla Commissione governativa per il controllo degli investimenti esteri nella Federazione Russa l’autorità di rilasciare autorizzazioni per l’adempimento da parte di acquirenti esteri degli obblighi nei confronti dei fornitori russi di pagare le forniture di gas naturale senza rispettare la procedura prevista dal presente decreto”. Inoltre, “Il Consiglio di Amministrazione della Banca Centrale della Federazione Russa, entro 10 giorni, assume le decisioni necessarie”.

Le reazioni dell’Ue

Italia e Germania avevano affermato di aver ricevuto garanzie da Putin sugli acquisti europei in euro. Alla notizia, Francia e lo stesso paese tedesco si sono detti pronte a tagliare le forniture russe qualora Mosca decidesse di chiudere i rifornimenti. “Potrebbe esserci”, ha detto il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, “una situazione in cui domani, in circostanze particolari, non ci sarà più il gas russo. Sta a noi preparare questi scenari e ci stiamo preparando”. Il cancelliere della Germania, Olaf Scholz, resta fermo sulla necessità di continuare a pagare in euro. “Abbiamo guardato i contratti, c’è scritto che si paga in euro. E ho chiarito nella telefonata che rimarrà così. Le imprese potranno pagare, vorranno pagare e pagheranno in euro”. Dopo un colloquio con il francese La Maire, il vicecancelliere tedesco Robert Habeck ha annunciato che ci saranno nuove sanzioni alla Russia.


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