Ma la centrale nucleare di Chernobyl è ancora in funzione? Facciamo chiarezza

L’impianto non è più in funzione dal 15 dicembre 2000, tuttavia molte persone continuano a fare la guardia al sarcofago (la struttura che protegge il reattore IV) e a svolgere altre mansioni

La centrale nucleare di Chernobyl
Foto Pixabay | Justinite
newsby Alessandro Bolzani9 Marzo 2022


Tristemente nota per il disastro avvenuto nel 1986, nelle ultime settimane la centrale nucleare di Chernobyl è tornata al centro dell’attenzione a causa del ruolo strategico svolto nell’invasione della Russia in Ucraina. L’impianto, infatti, è stato il teatro di uno degli scontri tra le forze armate dei due Paesi. I russi ne hanno poi assunto il controllo, sequestrando il personale. In seguito, hanno scollegato la centrale dalla rete elettrica, lasciandola priva di energia. Questa condizione potrebbe potenzialmente impedire il raffreddamento del combustibile nucleare esaurito e determinare il rilascio di sostanze radioattive.

Chi lavora ancora a Chernobyl?

In un’intervista a Repubblica, Ugo Spezia, ex direttore del settore Sicurezza Nucleare per Sogin, ha sottolineato che Chernobyl, come tutte le altre centrali nucleari, è dotata di “un generatore elettrico alimentato a gasolio”. Quest’ultimo, come confermato dal ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, è effettivamente entrato in funzione, ma la sua autonomia è di appena 48 ore. Quando l’energia finirà, i sistemi di raffreddamento dell’impianto di stoccaggio del combustibile nucleare si bloccheranno. Su Twitter, Kuleba ha sottolineato che quando ciò accadrà la fuoriuscita delle radiazioni diventerà imminente. Per il ministro è necessario un cessate il fuoco per permettere di ricollegare la Chernobyl alla rete elettrica.

Di fronte a questa situazione, potrebbe venire spontaneo chiedersi “ma quindi Chernobyl è ancora in funzione dopo tutti questi anni?”. La risposta è no. La centrale non è più in funzione dal 15 dicembre 2000. Tuttavia ciò non implica che l’impianto sia stato abbandonato al 100%. Sotto al sarcofago di acciaio e cemento, creato dopo l’incidente del 1986 per ricoprire il reattore IV, si trovano il cuore del reattore e un’ingente quantità di combustibile nucleare ancora radioattivo.

La struttura non può essere lasciata priva di protezione ed è per questa ragione che la zona di alienazione non è mai del tutto deserta. Vari addetti ai lavori (come guardiani, tecnici, guardie e agenti di polizia) vigilano sul sarcofago e cercano di scongiurare intrusioni da parte di estranei (non sempre con successo). Questo personale non è fisso: può restare nell’area solo per alcune settimane prima di doversi allontanare. La durata dei turni di lavoro dipende dallo stato di salute di ciascun dipendente, monitorato ogni giorno da medici specializzati e dosimetristi.

In molti casi, la scelta di lavorare in una centrale nucleare fuori uso è dettata dalla mancanza di alternativa. In Ucraina la disoccupazione è un problema serio e per molte persone Chernobyl rappresenta una delle poche fonti di introiti sicure, nonostante i rischi legati alle radiazioni.


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