Russia, tensione nel Baltico | Le minacce se la Finlandia entra nella Nato

A inquadrare la situazione l'ex presidente Medvedev, che più volte ha previsto gli effetti della guerra: ma l'Occidente risponde alla Russia

Confine tra la Russia e la Finlandia
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newsby Marco Enzo Venturini14 Aprile 2022


Si torna a parlare del confine tra Russia e Finlandia, e anche del rapporto tra i Paesi scandinavi e la Nato, in quello che rappresenta uno dei fronti in cui rischia di spostarsi la guerra attualmente circoscritta all’Ucraina. E da Mosca arriva una minaccia chiara, che inevitabilmente spaventa l’intero Occidente.

A formularla è il “solito” Dmitrij Medvedev, ex presidente del Paese e ora vice presidente del Consiglio di Sicurezza della Russia. Proprio lui, che prima di tutti inquadrò le conseguenze economiche del conflitto in Ucraina che si sarebbero poi abbattute sull’Europa, torna ora a prevedere ciò che avverrà in presenza di determinate circostanze. Ecco, quindi, ciò che a Mosca prevedono di fare nel caso in cui Svezia e soprattutto Finlandia decidessero di aderire alla Nato.

Russia, perché le minacce a Finlandia e Baltico? La situazione

Partiamo da un presupposto non di poco conto. Russia e Finlandia condividono un lunghissimo confine, che si estende per 1.340 km. Per dare un metro di paragone, 1.344 sono curiosamente i km che separano Trieste da Reggio Calabria. In data 28 marzo è stato sospeso uno storico collegamento ferroviario tra San Pietroburgo e Helsinki, ma a tutt’oggi il confine resta attraversabile tramite autobus e anche auto private. Cosa che, fatalmente, puntano a fare tanti cittadini contrari alla guerra messa in atto da Vladimir Putin.

Una stazione dei treni in Russia, con tabellone dei treni in partenza
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Per queste ragioni, per quanto delicato, l’equilibrio tra Russia e Finlandia è fondamentale. Medvedev lo sa bene, e ha parlato chiaro. Secondo lui se il Paese scandinavo e la vicina Svezia aderiranno alla Nato, il Cremlino si vedrà costretto a “prendere delle misure nel Baltico. Non si potrà più parlare di status denuclearizzato per l’area, e l’equilibrio dovrà essere restaurato. Finora non abbiamo mai preso misure di questo tipo, perché non era nostra intenzione farlo“.

Tali esternazioni hanno inevitabilmente generato la pronta reazione degli stessi Paesi baltici, ma anche della Finlandia. Quest’ultima lo ha fatto tramite la premier Sanna Marin, che al Parlamento locale ha presentato un “libro bianco” in cui si evidenzia quanto siano mutate le condizioni di sicurezza dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. “Una decisione sull’adesione alla Nato sarà questione non di mesi, ma di settimane“, ha aggiunto. Ancora più lapidaria la premier della Lituania, Ingrida Simonyte. “Che la Russia minacci non è una novità“, le sue parole.

I complicatissimi confini tra Europa e Russia
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Il clima tra Russia ed Europa è sempre più teso, man mano che trascorrono le settimane dopo l’invasione dell’Ucraina. Lo stesso Medvedev ha attaccato il Vecchio Continente, con l’accusa di sfruttare la guerra per fare affari con gli Usa e dimenticarsi le proprie lotte per l’ambiente. Al contempo la stessa Nato è stata chiara sul fatto che il ritiro delle truppe non sia sufficiente per cancellare le sanzioni a Mosca. E la tensione crescente sui confini nord-occidentali del Paese ora spiega chiaramente i motivi.


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