Ucraina, a fuoco incrociatore russo nel Mar Nero. Dagli Usa protezioni contro armi chimiche

La cronaca del 50esimo giorno di guerra in Ucraina, tra combattimenti sul campo e sforzi diplomatici: tutti gli aggiornamenti

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Foto Pixabay | ReneSchulze1984
newsby Redazione14 Aprile 2022


Il presidente americano Joe Biden annuncia all’omologo dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, l’invio di altri 800 milioni di dollari di nuove armi a Kiev. E tira dritto sulle accuse di genocidio contro la Russia e contro il capo del Cremlino, Vladimir Putin.

“Bucha, Mariupol, Kramatorsk sono tutti esempi di violazioni dei diritti umani da parte della Russia in Ucraina – commenta la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki -. Il presidente parlava basandosi su ciò che ha visto, sulle atrocità compiute da Mosca“. Nel nuovo pacchetto di armi Usa ci sono elicotteri Mi-17 e obici, ma anche dispositivi di protezione individuale contro armi chimiche in scia con le preoccupazioni del Pentagono.

Una posizione, quella di Washington, che scatena l’irritazione di Pechino e Mosca; mentre da Parigi il presidente Emmanuel Macron mette in dubbio l’utilità di una “escalation di parole”. Di parere diverso, invece, il premier canadese Justin Trudeau, che per la prima volta parla di “genocidio” in Ucraina. “Questa non è una guerra, è terrorismo”, dichiara infine il premier polacco Andrzej Duda, in visita a Kiev insieme ai colleghi di Lituania (Gitanas Nauseda), Lettonia (Egils Levits) ed Estonia (Alar Karis).

Ucraina, la cronaca: colpito incrociatore russo nel Mar Nero

Stando a quanto riporta la Cnn, l’incrociatore Moskva della flotta russa nel Mar Nero sarebbe abbandonato o affondato nei pressi dell’Isola dei Serpenti. Il governatore della regione di Odessa, il colonnello Maksym Marchenko, ha annunciato che il mezzo è stato colpito ieri dai missili ucraini Neptune; mentre Mosca afferma che la nave è “seriamente danneggiata” a causa di un incendio sviluppatosi a bordo che ha portato all’esplosione delle munizioni che trasportava. Il ministero della Difesa russo non ha però chiarito le cause del rogo.

“Abbiamo conferme sul fatto che la nave russa sia stata colpita. Ora temiamo che il nemico prepari una risposta sulla città. C’è un’alta probabilità di attacchi missilistici nella nostra città e regione”. Così questa mattina il portavoce dell’amministrazione della città di Odessa, Sergei Bratchuk, dopo la conferma che l’equipaggio russo (circa 510 persone) ha abbandonato l’incrociatore.

A Mariupol, intanto, il sindaco Vadym Boychenko ribadisce che la situazione umanitaria è davvero allo stremo. “I russi hanno distrutto gli ospedali e tutta la città. Questo è un genocidio. Finché resisteremo resisterà anche l’Ucraina”. Boychenko conferma poi il bilancio di “almeno 20mila” vittime civili e lo sforzo dei russi “di nascondere le prove delle atrocità commesse, utilizzando anche i forni crematori mobili”. L’offensiva russa continua nel frattempo a puntare sul Donbass per prendere il controllo delle regioni di Donetsk e Luhansk.


Se l’obiettivo strategico si concentra a Est, Mosca torna però a minacciare anche Kiev, da cui le sue truppe si sono ritirate lasciandosi alle spalle i massacri di Bucha e delle altre città satellite. La Difesa di Putin si è detta pronta a colpire i centri di comando nemici, anche nella regione della capitale, se l’esercito ucraino continuerà nei suoi tentativi di attaccare strutture in Russia.


Zelensky nega la resa dei soldati ucraini all’esercito di Mosca

Nel suo discorso quotidiano, il presidente Zelensky sostiene che “o la leadership russa cercherà la pace o, come risultato di questa guerra, la Russia lascerà per sempre la scena internazionale”. Dopo che i separatisti filorussi avevano rivendicato il “totale controllo” del porto di Mariupol – negato da Kiev, ma successivamente riaffermato da Mosca – la Russia annuncia anche la resa di un migliaio di soldati ucraini. Notizia ancora una volta smentita da Kiev. Anzi, per Zelensky è la stessa Mosca a nutrire dubbi sulla sua capacità di vincere la resistenza ucraina.


“Abbiamo bisogno di un embargo sul petrolio e la chiara disponibilità dell’Europa a rinunciare a tutta l’energia russa. L’Ue deve smettere di sponsorizzare la macchina da guerra russa – ha aggiunto il leader ucraino -. Con il presidente degli Stati Uniti abbiamo parlato di perseguitare tutti i militari e i comandanti russi che hanno commesso crimini di guerra e del nuovo pacchetto, da 800 milioni di dollari, a sostegno del Paese. Abbiamo anche concordato di inasprire le sanzioni contro la Russia”.

Zelensky è stato piuttosto duro soprattutto con la Germania e l’Ungheria. Il presidente ucraino ha accusato le due nazioni di bloccare gli sforzi per un embargo sulle vendite di energia, da cui la Russia dovrebbe guadagnare oltre 300 miliardi di dollari quest’anno.

“Alcuni dei nostri amici e partner capiscono che ora è un momento diverso, che non è più una questione di affari e denaro, ma è una questione di sopravvivenza”, ha aggiunto Zelensky. Ha poi sottolineato che le atrocità commesse a Mariupol, Bucha e Borodyanka hanno ridotto la possibilità di colloqui di pace con la Russia.

Proseguono le operazioni di soccorso e ricerca a Chernihiv


I soccorritori del Servizio di emergenza statale continuano senza sosta le loro operazioni di soccorso e ricerca a Chernihiv, una delle città ridotte in macerie dai bombardamenti russi.


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