Juventus, arriva McKennie. Ecco gli altri “americani d’Italia”

Il centrocampista statunitense andrà ad allargare la lista dei (pochi) connazionali che hanno militato in passato nel nostro campionato di calcio

newsby Gabriele Cavallaro28 Agosto 2020


Centrocampista texano, ad un passo dal compimento dei 22 anni, Weston McKennie è uno dei primi rinforzi in arrivo per Andrea Pirlo, nuovo allenatore della Juventus dopo la parentesi Sarri. Il calciatore americano sbarca in bianconero con la formula del prestito, dallo Schalke 04, per 3,5 milioni. Il riscatto è già stato fissato a 18 milioni di euro, così come riporta il sito web del quotidiano sportivo “Tuttosport”.

Juventus e il colpo McKennie


Sono la forza, il dinamismo e l’entusiasmo i tre ingredienti del nuovo motorino “a stelle e strisce” del nuovo corso Juventus. Numericamente, all’interno della rosa della Vecchia Signora, McKennie prende il posto di Matuidi, andato a svernare proprio nella MLS americana, abbassando di gran lunga l’età media della squadra. Si tratta di una scuola, quella americana, che di recente in Europa ha fatto sbocciare talenti come Pulisic, Gio Reyna o Sergiño Dest, così come segnala “La Repubblica”. In Italia, i calciatori americani avevano iniziato a fare capolino nei lontanissimi anni ’30 dello scorso secolo, con Alfonso Negro, naturalizzato italiano ma nato negli Usa che, con la nostra Nazionale, conquistò persino l’oro a Berlino ’36. Quindi, poco tempo dopo, ecco Herman Frigo, nel Belpaese con la maglia della Fiorentina. Ma c’è un altro nome, molto più recente, che gli appassionati ricorderanno col sorriso: quello di Alexi Lalas.

Musica e goliardia

Difensore dalla folta chioma rossa, è stato il primo calciatore americano non oriundo, erano gli anni ’90, ad approdare nel nostro campionato. Precisamente nel Padova di mister Sandreani, che per lui sborsò la cifra, all’epoca importante, di 400 milioni di lire. Era il 1994 e dopo due stagioni, 44 presenze e 2 reti con i veneti, Lalas riprese la via di casa, per chiudere poi la carriera in patria. Istrionico ed appassionato di musica, ha lasciato il segno da noi più per le sue caratteristiche umane che per le doti calcistiche. E proprio pochi mesi fa, ricorda ancora Repubblica, ha voluto mandare un videomessaggio di supporto alla “sua” Padova, in piena emergenza coronavirus.

Gli altri americani

Altri americani d’Italia sono stati, sempre di recente, Michael Bradley, passato dal Chievo per vestire poi la casacca della Roma, quindi Oguchi Onyewu, meteora nel Milan e Joshua Perez, una sola presenza con la Fiorentina nel 2016. E, se proprio si vuole guardare al passaporto, in questo elenco può essere inserito anche Giuseppe Rossi, sfortunatissimo attaccante italiano, nato a Teaneck negli Stati Uniti, che in serie A ha giocato con Parma, Fiorentina e Genoa.


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