Calciomercato invernale: quanto è stato utile per vincere i trofei?

Tanti campioni ma anche tante delusioni nella sessione di gennaio: le luci e le ombre degli ultimi anni

Calciomercato invernale: quanto è stato utile per vincere i trofei?
Calciomercato invernale: quanto è stato utile per vincere i trofei?
newsby Lorenzo Grossi31 Gennaio 2022


Con la giornata di oggi, lunedì 31 gennaio, termina ufficialmente la sessione di calciomercato invernale della stagione 2021-2022. In attesa di vedere come andrà quello che è stato sicuramente il gran colpo di questo periodo di ‘riparazione’, Dusan Vlahovic alla Juventus, ci si chiede: ma quanto è stato decisivo nella storia il mercato di gennaio affinché le varie squadre si aggiudicassero un importante obiettivo stagionale?

Calciomercato invernale: l’Inter del triplete e quella in crisi degli anni successivi

Il responso è a luci e ombre. Negli ultimi anni, al termine delle rispettive sessioni di calciomercato invernale, si sono alternati in Italia e all’estero sia grandi campioni sia grandi delusioni. Certamente l’Inter fece bene a prendere nel 2010 su Pandev, che contribuì non poco alla scalata nerazzurra verso il triplete, sia a puntare su Eriksen 10 anni esatti più tardi. Prima dell’infarto che lo colpì durante gli Europei, il centrocampista danese crebbe sempre di più all’interno degli schemi di Antonio Conte e fu uno dei protagonisti dello scudetto dell’anno scorso. Di certo lo stesso giudizio positivo non si può dare ai vari Guarin (2012), Hernanes (2014) e Podolski (2015), autentici ‘fantasmi’ in quel di Appiano Gentile.

Milan e Juventus: Champions League e scudetti, ma non solo

Discorso simile vale per altre due big della Serie A: Milan e Juventus. I rossoneri fecero bene a riportare in Italia Ronaldo il fenomeno, visto che con le sue presenze (e i suoi gol) in campionato da gennaio a maggio 2007 trascinò il Milan al quarto posto e fece anche rifiatare gli attaccanti titolari impegnati in Champions League, vinta poi dalla formazione allenata allora da Carlo Ancelotti. Buona (seppure in parte) la scelta di acquistare nel 2013 Balotelli, bomber in quella seconda parte di stagione che agguantò il terzo posto finale in campionato. Male, però, nel 2019 con gli onerosissimi Piatek e Paquetà, scaricati infatti entrambi dopo pochi mesi. La Juventus ‘risuscitò’ nel 2011 con Barzagli, titolare inamovibile nel decennio costellato da soli scudetti bianconeri. Ma la società di Torino non colse nulla di positivo da Anelka nel 2013.

E all’estero?

Le considerazioni non si discostano più di tanto quando guardiamo fuori dai nostri confini. Certo, il calciomercato invernale ha regalato alla Premier League i vari Aubameyang, van Dijk e Bruno Fernandes (Arsenal, Liverpool, Manchester United). Alla Liga Diego Costa (Atletico Madrid) e alla Bundesliga Haaland (Borussia Dortmund). Ma nel primo mese dell’anno solare ci sono stati i ‘colpi’ (molto poco fortunati) Fernando Torres (Chelsea), Sanchez (United) e Laporte (City). Quest’ultimo, ex Athletic Bilbao, è stato acquistato per 65 milioni di euro. Non esattamente pochissimi per un difensore. E per di più durante il mercato di riparazione. Insomma: il calciomercato invernale ha i suoi pro e i suoi contro. Nel frattempo, anche questa sessione di gennaio è terminata.


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