Vaiolo delle scimmie: “Nessun allarme, 3 pazienti in condizioni discrete”

Dall'istituto Spallanzani arrivano informazioni sul temuto vaiolo delle scimmie. La scienza però è tranquilla: "Tutto è sotto controllo"

newsby Fabrizio Rostelli20 Maggio 2022



Non c’è nessun allarme. Comprendiamo che c’è un innalzamento della nostra soglia di sensibilità dopo il Covid, ma non c’è nessuna preoccupazione eccessiva e nessuna sottovalutazione“. Lo ha dichiarato Francesco Vaia direttore generale dello Spallanzani a margine della conferenza stampa sui casi registrati in Italia di “monkey pox“, il cosiddetto vaiolo delle scimmie.

Vaiolo delle scimmie: “Isoleremo il virus settimana prossima”

In settimana isoleremo il virus – ha garantito Vaia –. La sintomatologia è abbastanza lieve, le persone sono in condizioni discrete“. Quindi è passato ai sintomi di chi ha contratto il vaiolo delle scimmie: “Hanno le classiche pustole. Attenzione agli stigmi, non c’è nessuna certezza che questa malattia colpisca una certa tipologia di persone. Il contagio avviene tramite contatto stretto, anche tramite liquidi biologici. Due dei tre pazienti hanno avuto un viaggio alle Canarie. Adesso è in corso il classico tracing. Virus conosciuto da tanto tempo, non mi preoccuperei“.


Le tre persone contagiate dal “monkey pox”, il cosiddetto vaiolo delle scimmie, “sono trattate con Sun terapia sintomatica al momento sufficiente“, ha aggiunto in conferenza stampa Francesco Vaia. Il direttore generale dello Spallanzani ha quindi spiegato che “presso l’istituto sono disponibili, comunque, farmaci antivirali. Essi potrebbero essere impiegati in via sperimentale qualora si rendesse necessaria una terapia specifica“.

“Tracciamento funziona, situazione sotto controllo”

Vaia ha poi annunciato: “La prossima settimana il nostro laboratorio di virologia prevede di isolare il virus che ha colpito queste persone. Un isolato virale renderà possibile eseguire una serie di indagini sperimentali. Si potrà studiare se nel sangue di persone che sono state vaccinate contro il vaiolo, persone che oggi hanno più di cinquant’anni, sono presenti anticorpi che neutralizzano questo virus e cellule immunitarie in grado di attaccarlo. L’isolamento virale permetterà di eseguire test per la diagnosi sierologica di questa infezione“.


Situazione sotto controllo – ha invece dichiarato l’assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Abbiamo individuato i casi anche attraverso il sistema di sorveglianza. Stiamo effettuando il tracciamento dei contatti, c’è molta collaborazione. Ogni caso ha circa 10 contatti, nelle prossime ora termineremo questo lavoro“, ha garantito dall’istituto Spallanzani, a proposito dei casi registrati in Italia di “monkey pox”, il cosiddetto vaiolo delle scimmie.

Vaiolo delle scimmie: le condizioni dei pazienti e il vaccino


Le condizioni dei pazienti sono discrete. Hanno delle manifestazioni cutanee. non hanno bisogno di terapie antivirali“, ha spiegato invece Andrea Antinori, direttore sanitario dello Spallanzani. Quindi qualche ulteriore dettaglio sul vaiolo delle scimmie: “La trasmissione può avvenire nelle forme classiche ed è legata alle goccioline di saliva e al contatto cutaneo stretto con le lesioni pustolose. È una malattia conosciuta dal 1970, anche se questi nuovi focolai si presentano in modo un po’ atipico. Nella maggioranza dei casi l’evoluzione è benigna. Non ci sono informazioni su pazienti asintomatici al momento. I focolai sono limitati, ci sono alcuni Paesi che rientrano nella normale epidemiologia delle malattie infettive“.


Avere il virus isolato può dirci quanto il vaccino anti vaiolo protegga nei confronti di questo virus. Già sappiamo che questo funziona, ma conviene riconfermare. Poi si può provare a testare il virus nei confronti dei farmaci. Ci sono dei farmaci sperimentali che funzionano, ma si usano solo nei casi molto gravi. Lo Spallanzani ha la possibilità di avere uno di questi farmaci“, ha affermato infine Massimo Andreoni, professore di malattie infettive dell’università di Tor Vergata e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive tropicali.


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