Vaiolo delle scimmie, cos’è e quali sono i suoi sintomi?

È una rara patologia che si ritiene sia trasmessa da piccoli roditori e scoiattoli presenti nelle foreste pluviali africane, soprattutto nell’Africa occidentale e centrale

Le eruzioni cutanee pustolari causate dal vaiolo delle scimmie
Foto WikiCommons | Pubblico Dominio
newsby Alessandro Bolzani19 Maggio 2022


Il vaiolo delle scimmie è una rara patologia causata da un virus simile all’agente virale che provoca il vaiolo umano. Deve il suo nome al fatto che fu scoperta per la prima volta in alcune scimmie da laboratorio nel 1958. Si ritiene che sia trasmessa da piccoli roditori e scoiattoli presenti nelle foreste pluviali africane, soprattutto nell’Africa occidentale e centrale. Quasi tutti i casi registrati sono avvenuti nella Repubblica democratica del Congo, tuttavia negli ultimi anni si sono verificati dei contagi anche nel Regno Unito. Inoltre, nel 2003 c’è stata anche un’epidemia negli Stati Uniti.

I sintomi del vaiolo delle scimmie

Il vaiolo delle scimmie si manifesta con febbre, mal di testa, dolori muscolari, indolenzimento della schiena, linfonodi gonfi, spossatezza e malessere generale. Nella maggior parte dei casi, questi primi sintomi si presentano dopo 12 giorni dall’esposizione al virus. A distanza di pochi giorni dall’insorgenza della febbre, i pazienti sviluppano delle eruzioni cutanee pustolari. In un primo momento si manifestano solo sul viso, ma possono interessare anche altre parti del corpo. Non sono permanenti: dopo essersi sviluppate in diverse fasi formano una crosta e cadono.
Nel complesso, il vaiolo delle scimmie ha una durata compresa tra le due e le quattro settimane. In Africa questa patologia è fatale per il 10% delle persone che la contraggono. Questo dato era più elevato (30%) prima dell’eradicazione del vaiolo.

Tra le possibili complicazioni della malattia è possibile elencare broncopolmoniti, sepsi e infezioni della cornea che portano alla perdita della vista.

Come si trasmette la malattia?

La trasmissione del vaiolo delle scimmie può avvenire in seguito al contatto con un animale infetto, soprattutto a causa di graffi o morsi. Anche il contatto con sangue o altri liquidi organici è rischioso, così come l’ingestione di carne cotta in modo inadeguato o altri prodotti derivanti da degli esemplari contagiati.

Anche se il serbatoio naturale del vaiolo delle scimmie non è ancora stato identificato con precisione, si ritiene che siano i roditori i principali “responsabili” della diffusione della patologia.

Il virus può trasmettersi anche da un uomo all’altro. Si tratta però di una forma di contagio più rara e relativamente limitata. La trasmissione può avvenire per via aerea o in seguito al contatto con secrezioni respiratorie, liquidi organici e lesioni cutanee di una persona infetta. Anche gli oggetti e i materiali contaminati di recente possono essere una fonte di contagio.
La trasmissione tramite droplets (goccioline respiratorie) richiede un contatto faccia a faccia prolungato. Ne consegue che le persone più a rischio di contagio sono gli operatori sanitari e i membri della famiglia dei casi attivi. La malattia può anche essere trasmessa dalla madre al feto, attraverso la placenta. In questo caso si parla di vaiolo congenito delle scimmie.

Esiste una cura?

Al momento non esiste un trattamento specifico per il vaiolo delle scimmie. Tuttavia, in Africa è stato osservato che le persone vaccinate per il vaiolo hanno meno probabilità di contrarre la patologia. La comunità scientifica sta valutando l’effettiva esistenza di un legame tra il vaccino e il vaiolo delle scimmie e sta prendendo in esame dei farmaci antivirali per il trattamento. Un esempio è il Cidofovir.


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