Svolta Ue, accordo sulla Bussola strategica: “Primo passo verso difesa comune”

Dal Consiglio Esteri niente via libera all'embargo del petrolio russo. Borrell: "Con Bussola strategica, Ue diventa ente fornitore di sicurezza"

Bussola strategica Ue Ucraina
Foto Pixabay | Dusan_Cvetanovic
newsby Redazione22 Marzo 2022


Svolta storica per l’Unione europea. Ieri, i 27 hanno infatti raggiunto infatti Consiglio Esteri a Bruxelles l’intesa sulla cosiddetta Bussola strategica, che consentirà all’Unione di rafforzare la propria sicurezza e la politica di difesa. L’Ue potrà dunque dispiegare fino a 5mila militari addestrati anche ad evacuare cittadini europei da zone a rischio o per portare sostegno medico.

Bussola strategica, Guerini: “Primo passo verso Europa della difesa”


Ad accogliere con favore l’esito dei lavori è stato il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini. A margine dell’incontro con i colleghi della Difesa e degli Esteri europei ha affermato: “Con la conclusione dei lavori della Bussola strategica l’Unione europea raggiunge un traguardo importante. Stiamo rafforzando la capacità di difesa comune in un momento storico che lo richiede e che segna un autentico spartiacque in tema di sicurezza collettiva“.

Borrell: “Momento storico per l’Ue, diventa ente fornitore di sicurezza”


Secondo Josep Borrell, Alto rappresentante degli Affari esteri dell’Ue, l’adozione della Bussola strategica è un momento storico: è una svolta per l’Ue come ente che fornisce sicurezza. L’adozione è un segnale molto forte di unità e determinazione e arriva in un momento chiave. Questa non è una risposta alla guerra in Ucraina, abbiamo cominciato a lavorarci due anni fa, ma il momento è decisamente tempestivo”.

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Oltre alla Bussola strategica, ieri gli Stati membri hanno discusso anche del nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Che, però, arriverà al vertice dei capi di Stato e di governo del 24 marzo senza una delle misure più attese. E cioè l’embargo sul petrolio russo. Il Consiglio Esteri non è infatti riuscito a trovare un accordo, diviso tra i “falchi” che vogliono colpire di più Mosca e i Paesi più energicamente dipendenti dai combustili russi. La questione sarà ora affrontata dai leader, ma sembra esclusa l’adozione formale delle nuove misure.


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