Di Maio, la possibile nemesi: candidato col Pd nel collegio di Bibbiano

La sola ipotesi ha fatto infuriare il Partito Democratico modenese: tre anni fa, furono pesantissime le accuse del ministro degli Esteri al sindaco Carletti

Luigi Di Maio, possibile candidato col Pd a Bibbiano
Foto | Facebook Movimento 5 Stelle
newsby Lorenzo Grossi3 Agosto 2022


Luigi di Maio (forse) aveva ragione tre anni: il Pd è il partito di Bibbiano. Il ministro degli Esteri, di fatto, aveva anticipato di 36 mesi quello che potrebbe essere al momento la sua destinazione elettorale. Adesso, infatti, il Partito Democratico lo potrebbe candidare proprio nel comune nel Modenese. Il 18 luglio 2019 l’allora capo politico del Movimento 5 Stelle disse chiaramente: “Io con il Partito di Bibbiano non voglio averci nulla a che fare. Io con il partito che in Emilia Romagna che toglieva i bambini alle famiglie con l’elettroshock per venderseli io non voglio avere nulla a che fare”.

Il suo riferimento risiedette nel coinvolgimento del sindaco dem, Andrea Carletti, all’epoca agli arresti domiciliari con l’accusa di abuso d’ufficio nell’indagine ‘Angeli e demoni’. Ora il primo cittadino è imputato. Ma è stato prosciolto dalle accuse di falso. “Sono dichiarazioni demenziali che confermano il livello di disperazione di un personaggio che ha fallito il suo obiettivo e scarica la sua bile sugli avversari politici”, si lesse in una nota diffusa dai dem. “Di Maio strumentalizza e utilizza una vicenda drammatica che abbiamo denunciato fin da subito. Il Pd ha dato mandato ai propri legali di sporgere querela per diffamazione e richiesta di risarcimento danni in sede civile”.

No a Di Maio per il seggio uninominale di Bibbiano: il Pd locale non ci sta

Ora, nell’agosto 2022, il Pd modenese non ha alcuna intenzione di assecondare la candidatura di Di Maio in un collegio che comprende anche il Comune di Bibbiano. È bastata la sola ipotesi a mobilitare le dirigenze locali. Il fatto è che da quelle parti preferirebbero non prestare il fianco ai “paracadutati”, come si usa dire. Nel 2018 era stata Beatrice Lorenzin, che proveniva dal centrodestra, a poter contare su un piazzamento blindato. Anche nella vicina Bologna, sempre nel 2018, è toccato a Pier Ferdinando Casini: un altro che non proveniva certamente da una storia di centrosinistra. Siccome non c’è due senza tre (e al netto della smentita che il ministro degli Esteri ha pronunciato in tv) un po’ di paura permane.

Tant’è che lo scorso 30 luglio, appena ha iniziato a circolare la voce secondo cui Di Maio sarebbe stato calato nella realtà di quello che l’ex grillino chiamava il “partito di Bibbiano”, la Direzione provinciale dem ha fatto uscire un comunicato con la lista dei potenziali candidati. “Fra le proposte del territorio modenese ci sono Silvana Borsari (Direttrice sanitaria Ausl appena andata in pensione), Mauro Lusetti (Presidente Legacoop nazionale), Giovanni Pinelli (Direttore medicina d’urgenza interna Baggiovara) ed Enza Rando (Vicepresidente Libera nazionale”, si legge.


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