Ucraina, i separatisti: “Preso il porto di Mariupol”. Probabile incontro Papa-Kirill

La cronaca del 47esimo giorno di guerra in Ucraina, tra combattimenti sul campo e sforzi diplomatici: tutti gli aggiornamenti

newsby Redazione11 Aprile 2022


La guerra in Ucraina arriva al giorno 47, e l’impressione è quella di una escalation sempre più vicina. La Russia è infatti prossima a una nuova offensiva nel Donbass, dove i separatisti filorussi annunciano la conquista del porto di Mariupol. Lo conferma il capo della repubblica separatista di Donetsk, Denis Pushilin, citato dalla Tass. Lo scalo, ha detto Pushilin parlando al primo canale della tv russa, “è sotto il nostro totale controllo“. Dal canto suo, Kiev annuncia che “la difesa di Mariupol continua“. “Il collegamento con le unità delle forze di difesa che difendono eroicamente la città è stabile e viene mantenuto“, ha annunciato il comandante delle forze armate ucraine, Valery Zaluzhny.


Ucraina, escalation Donbass: obiettivi Izium e Dnipro


I russi hanno già lanciato quasi duemila missili, attacchi aerei, bombardamenti e mine sull’Ucraina. Ma in qualche modo la colpa è nostra. Hanno torturato e ucciso persone sulla nostra terra, ma la colpa è nostra. Questa settimana non sarà meno importante delle precedenti, sarà altrettanto tesa e ancora più cruciale. Le truppe russe stanno pianificando operazioni ancora più grandi nell’est del nostro Paese“. Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio diffuso sui propri canali social.

Il timore di un attacco più forte e mirato nei confronti del Donbass è condiviso da numerosi analisti. Le immagini satellitari sopra l’Ucraina, infatti, confermano la presenza di centinaia di veicoli militari in movimento. Starebbero puntando su Izium, per poi successivamente fare rotta verso quella Dnipro vista dalla Russia come prossimo “obiettivo strategico“.

Mariupol, Kiev denuncia: “Decine di migliaia di morti”


Zelensky ha tuttavia inquadrato la situazione di Mariupol, che dal dramma è passata alla tragedia. “La città è distrutta. Ci sono decine di migliaia di morti, ma anche così i russi non fermano l’offensiva. Vogliono fare di Mariupol una città evanescente“, ha affermato il presidente dell’Ucraina.


Infatti la Russia sta intensificando l’iniziativa bellica a Mariupol, città portuale sotto assedio da settimane e ormai divisa letteralmente in due dalle truppe nemiche. Le forze dell’Ucraina sono state costrette a indietreggiare ulteriormente, e ora tremano. Anche per le parole del comandante delle milizie della Cecenia, schierato al fianco dell’esercito di Putin.

Si tratta di Ramzan Kadyrov, che in un video pubblicato sul suo canale Telegram ha parlato fin troppo chiaro. “L’offensiva arriverà. E colpirà non solo Mariupol, ma altre località, città e villaggi. Inizieremo liberando una volta per tutte Luhansk e Donetsk, successivamente prenderemo Kiev e tutte le altre città“, il suo proclama.

Ucraina, Zelensky: “Tutta l’Europa è un obiettivo”

Paura di un allargamento ancora più consistente del fronte di battaglia era stata espressa nelle scorse ore anche da Zelensky. Il presidente ucraino è intervenuto in un video citato da Ukrinform: “L’intera Europa è un obiettivo per la Russia”. E “l’aggressione russa non doveva essere limitata alla sola Ucraina, alla distruzione della nostra libertà e delle nostre vite”, ha affermato. Ha chiesto così all’Occidente azioni per ristabilire la pace.


Da parte sua, coinvolta pienamente nella guerra, l’Ucraina ha deciso di imporre un embargo sull’importazione di merci russe, come annunciato dalla ministra dell’Economia, Yilia Svyridenko, citata dall’agenzia Unian. “Il divieto sulle importazioni russe – ha spiegato – bloccherà i guadagni annuali in valuta estera di Mosca per almeno 6 miliardi di dollari. Ciò significa che il nemico non riceverà questi fondi e non potrà utilizzarli per finanziare la guerra”.

Putin incontra il cancelliere austriaco Nehammer

Sul fronte diplomatico, si è tenuto oggi a Mosca un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il cancelliere austriaco Karl Nehammer. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Interfax, spiegando che l’incontro si è tenuto nella tenuta presidenziale di Novo-Ogaryovo. “Il colloquio con Putin è stato molto duro e franco“, ha detto il cancelliere austriaco secondo l’agenzia Apa. Stando a quanto riporta Die Presse, Nehammer ha detto a Putin che le sanzioni contro la Russia “saranno ulteriormente inasprite finché in Ucraina le persone continueranno a morire“. Lo riporta Die Presse.

Secondo la cancelleria austriaca, Nehammer ha anche parlato “con parole chiare” dei crimini di guerra commessi a Bucha e in altre città, sottolineando la “necessità di un’inchiesta internazionale” su questi fatti. “Fa la differenza essere faccia a faccia e dirgli qual è la realtà: che questo presidente ha di fatto perso la guerra moralmente“, ha detto il ministro degli Esteri austriaco Alexander Schallenberg citato dalla Cnn.

Infine, potrebbero parlare di guerra in Ucraina anche due leader religiosi. Il prossimo 14 giugno, di rientro da Amman (Giordania) dopo la due giorni di visita in Libano, Papa Francesco potrebbe infatti arrivare a Gerusalemme per incontrare il Patriarca Kirill di Mosca e di tutte le Russie. Lo si apprende in ambienti qualificati della Chiesa cattolica, che fanno riferimento a discussioni in Vaticano.


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