Ucraina, eccidio a Makariv | Russia a Usa: “Armi da Occidente? Rischio guerra”

La cronaca del 45esimo giorno di guerra in Ucraina, tra combattimenti sul campo e sforzi diplomatici: tutti gli aggiornamenti

Raid stazione Kramatorsk Ucraina
Foto Wikimedia Commons | Mil.gov.ua (CC BY-SA 4.0)
newsby Redazione9 Aprile 2022


Nuovo, tragico territorio di guerra in Ucraina. Si tratta di Makariv, cittadina situata nella regione di Kiev e liberata da pochi giorni. Qui i soccorritori si sono trovati di fronte a uno scenario straziante. Una moltitudine di corpi di cittadini, torturati e assassinati, riempivano le strade locali.

A confermare il tutto è stato il ministero della Difesa dell’Ucraina. Il sindaco di Makariv, Vadano Tokar, ha spiegato all’Ansa alcuni dettagli di quanto avvenuto. “A Makariv, dove il bilancio è salito a 133 morti, ci sono state diverse torture, con cadaveri rinvenuti con le mani legate, e almeno due casi di donne violentate e poi uccise: una di queste è stata sgozzata. Abbiamo trovato i corpi”, le sue parole.

Armi all’Ucraina: lo spauracchio di una guerra tra Russia e Usa

L’invio di armamenti all’Ucraina da parte dell’Occidente potrebbe portare a una guerra fra la Federazione Russa e gli Stati Uniti. A dirlo, in un’intervista a Newsweek, è l’ambasciatore russo negli Usa, Anatoly Antonov. Secondo Antonov le forniture di armi e munizioni sono “pericolose e provocatorie”, causano “ulteriore spargimento di sangue” e possono portare Washington e Mosca “sulla via del confronto militare diretto”.

Questa la novità più significativa (e allarmante) in una giornata in cui si prova a capire come poter dare nuovo slancio ai negoziati. Ci prova il Regno Unito, il cui premier Boris Johnson ha deciso di incontrare il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Quest’ultimo si è inoltre detto sempre disponibile a colloqui con la Russia. L’Italia ha nel frattempo predisposto aiuti per un valore di 610 milioni.

Zelensky: “Attacco a Kramatorsk ennesimo crimine di guerra russo”

Intanto, gli Usa continuano ad aumentare la pressione sulla Russia con lo stop alle importazioni di energia; mentre Kiev è alla conta dei morti e dei feriti della strage alla stazione di Kramatorsk, che ha portato all’uccisione di almeno 50 profughi.


“Come il massacro di Bucha, come tanti altri crimini di guerra russi, l’attacco a Kramatorsk deve essere inserito tra le accuse che saranno portate in tribunale, cosa che dovrà accadere”, commenta sui social Zelensky. “Tutti gli sforzi del mondo dovranno essere diretti a ricostruire ogni minuto – aggiunge -. Chi ha fatto cosa, chi ha dato gli ordini, da dove sono arrivati i razzi, chi li ha portati, chi ha dato l’ordine e come l’attacco è stato organizzato. La responsabilità è inevitabile”.


Ieri in Ucraina si è tenuta anche la visita commossa della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Bucha. “Qui, l’umanità in frantumi”, ha detto prima di incontrare Zelensky a Kiev. “Faremo il possibile per supportare l’Ucraina, per fare tutti i passi necessari – ha aggiunto -. Non c’è solo l’Unione europea, ma anche gli Usa, il G7, il Canada e il Regno Unito. Faremo il possibile per supportarvi. Tutto il mondo vi supporterà in questa lotta esistenziale”, ha aggiunto.

La cronaca dal fronte: oggi dieci corridoi umanitari, timori per armi chimiche

Nel frattempo, per il timore di armi chimiche Kiev ha ordinato circa 220mila fiale di atropina, sostanza che può essere utilizzata per contrastare eventuali effetti come gli agenti nervini. Li sta procurando, secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, l’organizzazione umanitaria americana Direct Relief. Per la giornata di oggi in Ucraina sono stati concordati dieci corridoi umanitari. Lo ha annunciato la vice premier Iryna Vereshcuck su Telegram. Per Mariupol lo spostamento (verso Zaporizhzhia) è previsto sempre con mezzi propri.


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