Russia, Medvedev non esclude l’uso delle armi nucleari in Ucraina

Il vicepresidente del consiglio di sicurezza ha poi dichiarato che “i vari generali idioti in pensione non hanno bisogno di spaventarci parlando di un raid della Nato in Crimea”

Russia, un'operazione dell'esercito sul Mar d'Azov
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newsby Alessandro Bolzani22 Settembre 2022


Proprio come Vladimir Putin, anche Dmitry Medvedev ha dichiarato che la Russia userà qualsiasi mezzo per difendere i territori ucraini che saranno annessi tramite i referendum. Il vicepresidente del consiglio di sicurezza, che ha affrontato l’argomento su Telegram, non ha escluso l’utilizzo delle armi nucleari. “La protezione di tutti i territori annessi sarà notevolmente aumentata dalle forze armate russe”, ha scritto. Ha poi confermato che i referendum si terranno da domani al 27 settembre nel Donbass e in altri territori filorussi.

Medvedev: “La Russia ha scelto il suo cammino”

I territori che entreranno a far parte della Russia non potranno contare solo sulle sue “capacità di mobilitazione”, ma anche su qualsiasi “ama russa, comprese le armi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi”. Medvedev ha poi aggiunto che “i vari generali idioti in pensione non hanno bisogno di spaventarci parlando di un raid della Nato in Crimea”, perché “i missili ipersonici sono in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente”. Ha infine chiarito che “la Russia ha scelto il suo cammino e non torna indietro” e devono comprenderlo anche “l’establishment occidentale e in generale tutti i cittadini dei Paesi della Nato”.

Il Cremlino smentisce “l’esodo” dal Paese

Durante una conferenza stampa, Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino, ha dichiarato che è “esagerato” parlare di un esodo di russi in fuga dal Paese dopo che Putin ha parlato di mobilitazione parziale di 300mila riservisti da mandare in Ucraina a combattere. Parlando dei manifestanti arrestati ai quali sarebbe stato chiesto di presentarsi per il servizio militare, Peskov ha dichiarato che non si tratta di una condotta “contraria alla legge”.

Gli arresti sono avvenuti nel corso di varie manifestazioni contro la guerra in Ucraina organizzate in 38 città russe. Lo riporta l’ong Ovd-info, contraria al conflitto.


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