Russia, le sanzioni non ancora arrivate da Usa e Ue | Cos’altro si potrebbe fare

Europa e America si interrogano sul da farsi per mettere all'angolo Putin, con misure ancora più severe con la Russia: ecco le possibilità

Il Cremlino, sede del governo della Russia
Foto | Pixabay | lorilorilo
newsby Marco Enzo Venturini24 Marzo 2022


Vladimir Putin mostra i muscoli nei confronti dell’Occidente a margine della guerra tra Russia e Ucraina che ormai è in corso da oltre un mese. Se però il Cremlino sta provando a sfidare Usa e Unione europea a proposito delle sanzioni, ce ne sono alcune che ancora non sono state varate. Ma che potrebbero vedere ben presto la luce.

Sono già diverse le sanzioni che buona parte del mondo ha varato nei confronti della Russia. Oltre a quelle di Europa e Usa, ci sono infatti quelle di nazioni come Australia, Taiwan, Giappone e Corea del Sud. Esse riguardano principalmente le esportazioni, ma hanno mirato anche a colpire gli affari personali degli oligarchi. Ce ne sono però alcune ancora non adottate e che potrebbero arrivare presto? La risposta è sì, e possiamo passarle in rassegna.

Russia e sanzioni: a che punto siamo, dove potremmo arrivare

Facciamo prima un punto sommario della situazione, individuando le sanzioni già in atto verso la Russia. Molte aziende, infatti, hanno interrotto le operazioni commerciali con il Paese invasore dell’Ucraina e almeno 23 miliardari locali hanno subito operazioni che ne hanno messo a repentaglio i capitali. Questo, unito al blocco di loro beni e conti esteri, ha addirittura minato la loro fiducia verso Vladimir Putin.

Un incontro di Vladimir Putin con la stampa
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La sensazione, però, è che non sia finita qui. L’Europa intende muoversi con maggiore severità, tenuto conto dell’annuncio di Josep Borrell. Secondo quest’ultimo a giorni arriverà da Bruxelles una “decisione formale” su nuove sanzioni alla Russia, seguendo addirittura una “guida”. E la principale di queste decisioni potrebbe essere il divieto assoluto di importazione di petrolio da Mosca.

Una soluzione già adottata dagli Usa (che ha chiuso le importazioni di energia dalla Russia) e che il Regno Unito sta già adottando in maniera più graduale. Chiaro che, importando il 25% del proprio petrolio da Mosca, l’Europa debba cautelarsi stringendo accordi commerciali alternativi. Ma la misura è al vaglio. Altre sanzioni mirano invece ad altri settori commerciali, in maniera mirata e capillare.

La Russia potrebbe infatti essere estromessa dal WTO (World Trade Organization, o Organizzazione mondiale del commercio). Un embargo totale delle operazioni di import-export, misura certamente drastica su cui però Europa e Usa si stanno portando avanti. Una delle più recenti sanzioni è infatti l’estromissione dallo status di “most-favored, che rendeva la nazione un partner commerciale privilegiato.

I Rubli sono la valuta corrente in Russia
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Infine, il capitolo oligarchi. Se i ricconi di Russia, infatti, sono già stati pesantemente colpiti, ciò non è avvenuto in maniera omogenea. L’idea è quindi di unificare le sanzioni, rendendole universali per tutti i Paesi attualmente in rotta con il Cremlino. Questo vorrebbe dire che anche l’Ue metterebbe in lista Oleg Deripaska, mentre gli Usa si muoverebbero contro Roman Abramovich, Pyotr Aven o Mikhail Fridman. Un modo per operare tutti insieme, e creare maggiori problemi a Mosca. Dando anche un segnale di compattezza che, con la guerra in corso, potrebbe smuovere le acque in maniera prorompente.


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