Russia, il Cremlino sfida le sanzioni | Il ministro guarda alla Cina, l’annuncio

Da un lato il rimborso del debito internazionale, dall'altro la possibilità di appoggiarsi alla Cina: "Yuan valuta di riserva affidabile", spiega la Russia

Un portafoglio carico di rubli
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newsby Marco Enzo Venturini14 Marzo 2022


Se Stati Uniti e Unione europea concordano sulla necessità di isolare dal punto di vista economico la Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina, il Cremlino sta già mettendo a punto le contromosse. E il possibile coinvolgimento della Cina potrebbe creare non pochi grattacapi all’Occidente.

Già la ‘CNN’ aveva parlato di possibili richieste di sostegno, finanziario ma anche militare, che la Russia avrebbe inoltrato alla Cina. Il tutto a poche ora dal vertice tra gli Usa e la stessa Cina a Roma. Nel frattempo, però, anche da Mosca sono giunti preoccupanti aggiornamenti sulla vicenda. In che modo, quindi, Pechino potrebbe aiutare Vladimir Putin? A spiegarlo è stato uno dei suoi principali ministri.

Le sanzioni alla Russia e gli affari con la Cina: su cosa sta lavorando il Cremlino

Si tratta di Anton Siluanov, ministro delle Finanze della Russia che ha esposto la strategia del Cremlino in un intervento per ‘Rossiya-24 TV Channel’. A rilanciare le sue parole è stata poi l’agenzia TASS. Ebbene, non solo il governo Putin ha intenzione di sovvenzionare gli investitori i cui capitali sono bloccati in Occidente, ma potrebbe avvalersi della Cina come partner non belligerante.

La Russia in tutta la sua estensione
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Siluanov ha infatti spiegato alla Russia che lo yuan cinese potrebbe essere una “valuta di riserva affidabile“. “Una parte delle riserve auree e monetarie del Paese è conservata in questa valuta – ha spiegato il ministro –. Nello sviluppo delle relazioni commerciali con la Cina, utilizzeremo una quota delle riserve auree e valutarie denominata in yuan cinese“.

In altre parole, il blocco dei capitali in Europa e America potrebbe strategicamente comportare un rilancio dei rapporti commerciali e finanziari tra Russia e Cina. La stessa Cina che, poco più di una settimana fa, si era proposta come Stato mediatore per la guerra in Ucraina. “Lo yuan rimane attualmente una di queste fonti delle riserve valutarie del nostro Paese e lo utilizzeremo in tutti gli aspetti“, ha però affermato senza giri di parole Siluanov.

I rubli sono la valuta della Russia
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Un rilancio non da poco, tenuto conto che la metà delle riserve auree e monetarie della Banca di Russia, circa 300 miliardi di dollari, sono attualmente congelate a causa delle sanzioni. Dati che lo stesso Siluanov ha confermato. Affermando però anche che il Cremlino “preparerà un ordine di pagamento in rubli per il rimborso del debito internazionale, nel caso in cui il pagamento in valuta non fosse possibile“. E quindi i capitali congelati degli oligarchi saranno pagati internamente. Probabilmente anche dagli investitori locali in maggiori difficoltà.


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