Ucraina, lacrime a Torino: “La mia famiglia è lì, bombardano tutto”

Le immagini dalla manifestazione di oggi a Torino a sostegno della popolazione ucraina. Il sindaco Lo Russo: "Pronti ad accogliere i profughi"

newsby Sara Iacomussi25 Febbraio 2022



Anche a Torino la cittadinanza scende in piazza per protestare contro la guerra in Ucraina. “Siamo ucraine e siamo contro la guerra – dicono due manifestanti -. Vogliamo fermare la pazzia del terrorista numero uno al mondo: Putin. Abbiamo ancora famiglia lì, ci arrivano notizie terribili, stanno bombardando tutto”. “Sono qui per supportare il mio popolo che sta combattendo una guerra ingiusta e violenta – commenta una ragazza -. Sono molto preoccupata per la mia famiglia. Mia madre è lì per aiutare altri parenti e non vuole tornare in Italia, anche se gliel’ho chiesto. Ha deciso di no, non se la sente di abbandonare tutti”.

Il console in Piemonte: “Ci chiedono farmaci e asilo politico, attiviamoci”


Alla manifestazione di solidarietà con il popolo di Kiev era presente anche Dario Arrigotti, console dell’Ucraina in Piemonte. “È un messaggio emergenziale, il nostro consolato da ieri mattina è letteralmente inondato di richieste d’aiuto di tutto i tipi, soprattutto assistenza sanitaria perché non hanno più farmaci e aiuti per i cittadini che vogliono l’asilo politico e venire in Italia. Ho sensibilizzato la Prefettura e chiesto la creazione di un tavolo. Servono convogli umanitari – chiosa -. Non hanno più soldi, sono con le valige e cercano un modo per fuggire dalle bombe. Il presidente ucraino ha chiesto alla Nato di dichiarare i cieli no fly zone, per impedire ai velivoli della Russia di mitragliare i punti strategici, non so se è una proposta che la Nato può accogliere”.

Ucraina, il sindaco Lo Russo: “Città disponibile ad accogliere profughi”


In mattinata, il sindaco del capoluogo piemontese, Stefano Lo Russo, ha dichiarato: “Ci rendiamo immediatamente disponibili. È un momento delicato per l’Unione europea e la città farà tutto quello che potrà per agevolare l’eventuale arrivo di profughi dall’Ucraina. Dipende dall’evoluzione dei prossimi giorni, al momento non ci sono richieste specifiche. Le sanzioni colpiranno la Russia e le nostre imprese. Però è un momento dove l’Occidente deve dare prova di compattezza.


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