Matteo Messina Denaro nel carcere dell’Aquila: letti saldati e celle sorvegliate

In passato alle Costarelle sono stati rinchiusi altri boss della criminalità organizzata, come Leoluca Bagarella, Raffaele Cutolo, Francesco Schiavone e Felice Maniero

Il boss Matteo Messina Denaro
Foto | Ufficio Stampa Carabinieri
newsby Redazione18 Gennaio 2023


Subito dopo il suo arresto, lunedì 16 gennaio, che ha messo fine a una latitanza di 30 anni, Matteo Messina Denaro è stato subito trasferito al carcere dell’Aquila, in Abruzzo, con un volo decollato da Palermo. Adesso, infatti, il boss si trova rinchiuso nel carcere delle Costarelle, dove si racconta non abbia perso la sua ironia. A chi, nel compilare la scheda anagrafica, gli chiedeva: “Precedenti?”, Messina Denaro ha risposto sorridendo: “Fino a stanotte ero incensurato poi non so che è successo”. E al quesito successivo: “Residenza?”, la primula rossa della mafia ha risposto: “Non ho mai avuto una residenza”.

Prigione
Foto Pixabay | @Falkenpost

Il carcere delle Costarelle

Perché è stato portato proprio a L’Aquila? La prigione delle Costarelle accoglie il maggior numero di detenuti pericolosi in regime di 41 bis dei circa 760 che sono dislocati nei 12 istituti penitenziari che in Italia garantiscono il carcere duro. Ad esempio, sempre nel capoluogo abruzzese si trovano la detenuta Nadia Desdemona Lioce, la terrorista condannata all’ergastolo per i delitti di Massimo D’Antona e Marco Biagi. In passato sempre a L’Aquila sono stati rinchiusi altri boss della criminalità organizzata, come Leoluca Bagarella, Raffaele Cutolo, Francesco Schiavone (“Sandokan”, esponente dei Casalesi) e Felice Maniero, il capo della Mala del Brenta. Senza dimenticare che sempre alle Costarelle ha fatto tapa il capo dei Corleonesi, Totò Riina, arrestato a Palermo il 15 gennaio 1993.

La struttura

Questa struttura ha una capienza di 150 detenuti ma può ospitarne fino a 300. Negli anni sono aumentati quelli al 41 bis. Attualmente sono 159. Tutti i locali sono visionati e monitorati da telecamere. C’è solo una parola d’ordine all’interno delle Costarelle: vigilare 24 su 24 senza lasciare nulla al caso. Infatti, i colloqui del detenuto, una volta al mese, sono video-registrati e ascoltati. Matteo Messina Denaro, però, come avvocato ha scelto, a sorpresa detto anche da lei, la nipote. Il controllo dei detenuti è affidato agli agenti speciali del Gom (Gruppo Operativo Mobile). Se c’è bisogno annusano anche i detersivi e i controlli possono essere a sorpresa.

Carabinieri
Foto Pixabay | @oltreme

La cella

Dopo anni di latitanza, Matteo Messina Denaro, amante del lusso (sono stati trovati vestiti, profumi e orologi costosi nel suo covo a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani), si dovrà abituare a una cella con i letti saldati a terra, con le finestre costruite in modo da non permettere il contatto con gli altri detenuti presenti nella struttura. Inoltre, L’Aquila è anche l’unico penitenziario con una sezione femminile in regime 41 bis. Una è la terrorista Lioce, le altre sono moglie di pericolosi boss che avevano ereditato il comando degli affari criminali dopo l’arresto dei mariti. Cosa è permesso alle Costarelle? La lettura (ci sono libri messi a disposizione del carcere) e la televisione. Però, solo i canali nazionali per evitare che le televisioni locali possano diffondere messaggi segreti.


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