Firenze, don Luigi Ciotti incontra i ragazzi: “Non siate cittadini a intermittenza”

Il fondatore e presidente di Libera, associazione per il contrasto alle mafie e la promozione della legalità, si è confrontato con la comunità scolastica fiorentina

newsby Emanuele De Lucia15 Febbraio 2022



A Firenze è arrivato don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera, associazione per il contrasto alle mafie e la promozione della legalità. Don Ciotti ha incontrato la comunità scolastica fiorentina e le istituzioni locali. Il presidente di Libera ha voluto dialogare con i ragazzi: “Qui è necessario il bisogno di conoscenza, che crea consapevolezza e a sua volta maggiore responsabilità. Non dobbiamo essere cittadini a intermittenza, ma più attenti. La cultura, la scuola sono fondamentali. Purtroppo l’Italia è all’ultimo posto per la povertà educativa, per dispersione scolastica. Perdiamo un giovane su tre nei primi cinque anni delle scuole superiori e all’università è il 40% che abbandona“, le sue parole.

Don Luigi Ciotti: “Il virus ha amplificato la solitudine”


Don Luigi Ciotti, nel corso dell’incontro intitolato “Educare alla legalità“, ha toccato diversi temi tra cui quello della pandemia da Covid-19. I mesi di isolamento, le chiusure e le stringenti misure di sicurezza hanno avuto pesanti ripercussioni sui ragazzi più giovani. “I problemi c’erano già prima. Il Covid ha amplificato tutto questo, nonché la solitudine e le fragilità. Nelle grandi città nei pronto soccorso sono arrivati tanti giovani per autolesionismo, a Torino il fenomeno è aumentato del 30%. Sono incrementate anche anoressia e bulimia“, ha aggiunto.

“Oggi le mafie sono ancora più forti”


Infine, il presidente di Libera ha parlato di mafie e di come queste siano cambiate nel corso degli anni. “Abbiamo subito parlato di mafia virus perché è evidente che nelle grandi opere, imprese e nei grandi momenti di fragilità, loro ci sono, riescono a trovare le modalità per infiltrarsi. Il vero dato più inquietante è che in un momento così complesso e difficile con le mafie sempre più forti e globali, la cosa più difficile è la normalizzazione nella testa dei cittadini italiani. Siamo a 30 anni dalle stragi. C’è meno sangue, le mafie sono cambiate, c’è meno attenzione“, ha concluso don Luigi Ciotti.


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