Emilia Romagna, anche i medici di famiglia sul campo

In Emilia Romagna torna l’acqua e con essa la paura. Mentre è riscattata l’allerta rossa, si cerca di fare un bilancio dei danni del disastro che ha piegato la Regione lo scorso 17 maggio: per ora si contano 14 morti, 10mila sfollati e un numero non precisato di dispersi. Danni per miliardi di euro. Il Governo chiederà di attivare il Fondo di solidarietà europeo. Tuttavia, nell’emergenza, non si possono tralasciare altre urgenze: quelle di salute. Negli eventi calamitosi, o nelle catastrofi, molto spesso ci si dimentica dei pazienti cronici o con esigenze speciali di salute.

Per questo, per non lasciare indietro nessuno, è stato attivato il ‘modello Faenza’. A dar vita all’iniziativa un gruppo di medici di medicina generale che, costretti a chiudere il proprio ambulatorio perché inagibile per via dell’alluvione, ha dato vita ad una vera e propria “task force”. Con tutti i generi di servizio messi in ginocchio, il gruppo si è adoperato per fornire assistenza ai bisognosi, doppiamente in difficoltà per via delle loro esigenze. Questa ‘task force’ è una sorta di unità di risposta rapida, capace operare sia con il distretto sanitario di competenza, che con il coordinamento delle componenti del Servizio nazionale della Protezione civile.

Alluvione
Alluvione | Foto ANSA/TOMMASO ROMANIN

Le dichiarazioni

Le cose hanno iniziato ben presto ad andare male. Ci siamo subito resi conto che non potevamo semplicemente chiudere. Abbiamo deciso di ritrovarci al primo punto di raccolta messo in piedi dal Coc della Protezione Civile e lì abbiamo cercato di dare una risposta alle richieste di salute di quanti erano in arrivo. Ci siamo adoperati per assicurare la prescrizione e la distribuzione dei farmaci necessari per la sera stessa e la mattinata successiva”, ha spiegato Elena Bazzocchi, una delle dottoresse coinvolte. Come spesso accade in questi casi, da una prima esperienza andata a buon fine, ne è seguita un’altra. In questo caso da un primo nucleo, l’iniziativa è stata replicata.

Alluvione Emilia Romagna
Alluvione Emilia Romagna | Foto ANSA/MAX CAVALLARI

Le parole del presidente della Fimmg

Sull’iniziativa, il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, ha dichiarato: “È il miglior esempio di come la medicina generale, subordinata solo alla scelta fiduciaria del paziente, sia in grado di offrire risposte di salute efficaci e di adattarsi ad ogni possibile scenario, anche il più drammatico”.

Nonostante non sia possibile, per ora, comprendere la vastità – e la gravità dell’evento, ha proseguito Scotti, “avendo ascoltato direttamente da Bazzocchi l’entusiasmo e la dedizione con cui questi medici di medicina generale si stanno adoperando, credo che non ci sia per noi un modo più efficace di onorare la Giornata Mondiale del medico di famiglia che raccontando questa storia. Una professione, la nostra, che ha da sempre come obiettivo primario quello di realizzare il diritto costituzionale alla salute dei cittadini. Non solo in condizioni ordinarie ma anche in situazioni di emergenza“.

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