Olimpiadi Milano-Cortina 2026: come siamo messi con i lavori?

I prossimi Giochi invernali sono già una rincorsa per soldi e logistica, con i contributi ritardati dalla pandemia. Malagò: “Siamo già in ritardo perché li aspettavamo già fra settembre e dicembre”

newsby Lorenzo Grossi21 Febbraio 2022



Mancano ancora quattro anni all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Sembrerebbero un’eternità. Eppure il clima che si respira è quello di una lunga rincorsa per rimediare a qualche ritardo accumulato. Il cronometro è partito domenica 20 febbraio, ma corre già troppo veloce verso la terza edizione in Italia dei Giochi invernali. Tanto (quasi tutto) è ancora da fare. È vero comunque che, pur essendo già trascorsi tre anni dall’assegnazione della sede, bisognerebbe tenere conto dei due diventati palude causa pandemia. Motivo per cui il presidente del Coni, Giovanni Malagò, batte cassa. Devono arrivare i contributi per pianificare questi quattro anni. Ogni settimana sembra quella buona per sbloccare la situazione anche se siamo già in ritardo perché li aspettavamo già fra settembre e dicembre, ha dichiarato da Pechino due minuti prima che il testimone passasse nelle mani dei sindaci Giuseppe Sala e Gianpietro Ghedina.


Olimpiadi Milano-Cortina 2026: la variabile dei ricorsi al Tar sulla durata dei lavori

La scommessa principale sulle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 rimane tutta sul fronte delle infrastrutture, sulla logistica e i trasporti per unire i puntini di questi Giochi che mirano ai 2 milioni di spettatori. La base è un 93% di impianti già esistenti o comunque riconvertiti. La partita decisiva ruota intorno al PalaItalia, il maxi-impianto da 16 mila spettatori che verrà apparecchiato per l’hockey su ghiaccio maschile, ma lascerà in dote alla città il palazzetto indoor più grande e moderno d’Italia. Sono avviate le bonifiche, sbloccato il progetto di ampliamento della tangenziale nei pressi del palazzetto per alleggerire la viabilità. Ma, più dei tempi del cantiere, a rimanere appesi sono i due ricorsi al Tar che minacciano la realizzazione dell’impianto nel quartiere Santa Giulia. La deadline che il comitato organizzatore si è imposto per l’inizio dei lavori è settembre.

Che cosa succederà con San Siro?

Sui lavori per rigenerare l’ex Palasharp, a Lampugnano, che ospiterà l’hockey femminile pendono altri ricorsi, ma con il primo verdetto del Consiglio di Stato a favore del Comune. Sullo sfondo aleggia poi il fantasma di San Siro, ovvero lo stadio che ospiterà la cerimonia di inaugurazione. Gli scenari sono noti, compreso quello sempre attuale della demolizione per far posto a un nuovo impianto. Sul tema Malagò è stato chiaro. “Va bene i dibattiti, ma non ci si presenta con un cantiere”.

La geografia di un’Olimpiade condivisa implica spostamenti. C’è quindi da non sottovalutare l’incognita della viabilità: in primis il tunnel tutto da fare che taglierà Cortina. Nel frattempo il Villaggio olimpico sta già nascendo nell’ex scalo ferroviario di Porta Romana e resterà come testamento delle gare trasformandosi in residenza universitaria nella zona sud della città, quella più di altre in via di sviluppo. E pensare che la pianta olimpica, che si estende su un territorio di 22 mila chilometri quadrati, poteva essere ancora più larga, ma dal triangolo Torino si è tirata fuori: sui 5 cerchi olimpici ha prevalso la politica dei 5 Stelle. Inteso come Movimento.

Olimpiadi Milano-Cortina, Fontana: “Dobbiamo recuperare il ritardo accumulato”


“Abbiamo i riflettori puntati, dobbiamo lavorare e recuperare un po’ di ritardo accumulato. È vero che alcune procedure sono farraginose rispetto alla Cina, ma è meglio l’Italia della Cina per tutto il resto delle considerazioni”. Lo dice il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in conferenza stampa in occasione dell’arrivo a Malpensa della bandiera Olimpica con la delegazione di Milano-Cortina 2026 che ha vissuto i giochi di Beijing 2022. “Sarà la prima Olimpiade sostenibile”, continua Fontana, non ci saranno spese inappropriate. Resteranno infrastrutture che ci permetteranno di offrirci al mondo nel modo migliore”.

Olimpiadi Milano-Cortina, Sala: “Ora inizia la fase importante del lavoro”


“C’è la fase della celebrazione e poi quella del lavoro. Il momento della celebrazione è stato davvero emozionante, ora arriva la fase più importante quella del lavoro”. Lo dice il sindaco di Milano, Beppe Sala, in conferenza stampa in occasione dell’arrivo a Malpensa della bandiera Olimpica con la delegazione di Milano-Cortina 2026 c. “Nella fase lavorativa c’è una parte operativa per preparare una straordinaria edizione. E poi quella sportiva, la più importante, ci auguriamo tutti che loro ci siano per l’edizione di Milano Cortina”, aggiunge.


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