Calcio, le ASL bloccano alcuni giocatori convocati dalle Nazionali

È il caso di Roma, Lazio e Fiorentina: nessuna deroga per i calciatori che erano in bolla. E scoppia il caos. La rabbia di Marotta

Roberto Mancini, Nazionale italiana
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newsby Lorenzo Grossi9 Novembre 2020


Arriva la seconda sosta dei campionati di calcio di questa travagliata stagione e le polemiche riguardanti (indirettamente) il Coronavirus s’infiammano. Succede infatti che nelle scorse ore alcune ASL abbiano bloccato i calciatori, che sono in isolamento, convocati dalle rispettive Nazionali, come accaduto ad esempio a Roma e Fiorentina. Per altri club, come il Sassuolo, l’isolamento terminerà invece martedì.

Tutto sembrerebbe partire dalla ASL Toscana Centro, che non ha autorizzato la partenza dei 13 giocatori della Fiorentina nelle rispettive Nazionali. Il gruppo viola era in isolamento fiduciario dopo la positività di José Maria Callejon emersa prima della sfida contro il Parma. I calciatori sono e resteranno quindi in bolla, come da protocollo dopo il mancato via libera. Di conseguenza, Gaetano Castrovilli e Cristiano Biraghi, ad esempio, non raggiungeranno Coverciano.

Stessa decisione presa dalle ASL Roma 1 e Roma 2. Anche i quattro convocati della Roma in azzurro restano nella Capitale. Per Bryan CristanteLorenzo Pellegrini, Leonardo Spinazzola e Gianluca Mancini, infatti, manca il via libera dopo i casi di positività di Dzeko e Boer. Quanto alla Lazio, il gruppo squadra è in isolamento da sabato, quindi i nazionali al momento non partono proprio. E per il ct Roberto Mancini, anche lui positivo al Covid, sono grattacapi in vista degli impegni in Nations League.

L’ira di Marotta per la gestione delle ASL sulle Nazionali

L’ASL di Milano ha dato invece il via libera ai calciatori convocati di Inter e Milan dalle rispettive Nazionali, purché chi va in nazionale lo faccia utilizzando mezzi propri e rispettando così l’isolamento rispetto a terzi. L’amministratore delegato dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha subito tuonato: Invoco l’intervento del ministero dello Sport. Questa situazione è iniqua, porta a un’alterazione della regolarità delle competizioni. È assurdo che le ASL si comportino in modo diverso da Roma 1 o Roma 2, o da Milano a Firenze”, ha aggiunto Marotta all’Ansa.

“Fermo restando che ci sono i protocolli rigidi e che giustamente tutti dobbiamo rispettarli, c’è la zona d’ombra nella mancanza di centralità di questa gestione: e ogni ASL diventa centrale nella gestione dei club. Diventa ancor più di rilievo il mio allarme di qualche giorno fa, con la richiesta di ridurre gli impegni delle nazionali”. Anche se, a dire il vero, per questa stagione è prevista soltanto un’altra sosta per le Nazionali: a marzo 2021.


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