Rockin’1000 in piazza a Torino registrano spot Eurovision: “Un sogno”

Nato nel 2014 per organizzare un concerto dei Foo Fighters, il progetto Rockin'1000 riparte: "Diamo visibilità a musicisti che non ce l'hanno"

newsby Sara Iacomussi8 Aprile 2022



Siamo qua per registrare lo spot e promuovere l’Eurovision Song Contest. Registriamo lo spot ufficiale dell’evento, sarà una versione rock del Te Deum, più un altro contenuto speciale“. Così Fabio Zaffagnini, fondatore dei Rockin’1000 che oggi hanno invaso piazza San Carlo a Torino per registrare lo spot degli Eurovision.

Dalla nascita del supergruppo allo spot dell’Eurovision

Nato nel 2014 con lo scopo di organizzare un concerto dei Foo Fighters a Cesena, il supergruppo musicale è attivo da allora. Zaffagnini lo racconta: “Noi siamo Rockin’1000, ci siamo umilmente proclamati la più grande rock band del mondo. Raduniamo migliaia di musicisti provenienti da tutto il mondo, e ci ritroviamo tutti insieme mille alla volta per suonare concerti negli stadi e negli eventi“.

E Rockin’1000 è oggi un progetto davvero universale. “Siamo musicisti che vengono da tutto il mondo. Qua c’è qualcuno che viene dalla California, da mezza Europa, da tutta Italia – ha aggiunto Zaffagnini –. Ognuno ha portato il suo strumento con sé. Vogliamo vivere il sogno di suonare di fronte a platee molto vaste, anche se virtuali. Lo spot andrà in onda nelle settimane a venire in Europa e tutto il mondo. Poi ci sarà un contenuto speciale per la finale, pensato per il momento che attualmente il mondo sta vivendo“.

Rockin’1000: la ripartenza dopo il Covid

Quella di Torino è la grande occasione per Rockin’1000 di tornare a lavorare dopo l’emergenza Covid. “Per noi ripartire è stato importante, ed è un grande momento di gioia per tutti noi – ha ammesso Zaffagnini –. Abbiamo però la consapevolezza che le cose non stanno andando come volevamo. Vorremmo fare qualcosa e dare voce al nostro pensiero, coinvolgendo musicisti che di solito non sono abituati a suonare davanti a grandi platee. Dare loro una visibilità di questo tipo è un bel segnale. Mi piace il pensiero di creare qualcosa dal basso e ottenere risultati che di solito solo le grandi rockstar raggiungono“.

Personalmente mi scoppia il cuore a pensare di essere stato recluso in casa per così tanto tempo ed essere stato in contatto con i musicisti solo virtualmente. Poterli finalmente rivedere e riabbracciare tutti è una gioia grande. Oggi siamo qui in 500, di cui 80% italiani e il 20% arrivano da tutto il mondo. Dopo i due anni di Covid ritrovarci qui a suonare tutti insieme è un sogno“, ha concluso Zaffagnini. Rockin’1000 è ufficialmente ripartito.


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