Variante Omicron: Pfizer può proteggere dall’ospedalizzazione, svela uno studio

Due dosi del vaccino Pfizer sembrano fornire una protezione del 70% contro il ricovero ospedaliero. A svelarlo un importante studio realizzato in Sudafrica sul potenziale impatto di Omicron. Nel frattempo il Paese sta combattendo un picco di infezioni legato alla nuova variante.

Il Sudafrica ha allertato il mondo su Omicron alla fine del mese scorso, innescando l’allarme che potrebbe causare un’altra ondata di infezioni globali e portando all’imposizione di restrizioni di viaggio nell’Africa meridionale. Da allora, i contagi giornalieri in Sudafrica sono saliti a circa 20.000 negli ultimi giorni.

Due dosi di Pfizer offrono fino al 70% di protezione

Lo studio pubblicato dal più grande amministratore di assicurazioni sanitarie private del Sudafrica, Discovery Health, si basa su oltre 211.000 risultati positivi dei test covid, 78.000 dei quali attribuiti a Omicron.

Sulla base dell’analisi, lo studio ha calcolato che due dosi di Pfizer hanno offerto una protezione del 70% contro il ricovero in ospedale rispetto ai non vaccinati.  Ciò rappresenta un calo se si confronta con un’efficacia superiore al 90% contro il ricovero ospedaliero durante lo scoppio della Delta, la variante più dominante a livello globale.

Gli autori dello studio: “Dati incoraggianti”

Sebbene lo studio sia ancora a una fase preliminare, “siamo estremamente incoraggiati dai risultati” hanno dichiarato gli scienziati. Gli scienziati sudafricani hanno finora confermato circa 550 sequenze di Omicron. Con la variante che rappresenta il 78% delle sequenze da novembre, più della variante Delta precedentemente dominante.

È importante, sottolineano gli esperti, che Pfizer offra una buona protezione, soprattutto alla luce della nuova variante altamente trasmissibile. La causa farmaceutica aveva in precedenza dichiarato che per contrastare omicron, sarebbe stata necessaria la terza dose

L’analisi mostra anche che la protezione contro il ricovero ospedaliero è mantenuta a tutte le età, con livelli di protezione leggermente inferiori per gli anziani. La protezione contro il ricovero è coerente anche in una serie di malattie croniche tra cui diabete, ipertensione, ipercolesterolemia e altre malattie cardiovascolari.

 

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